Qui la pizza non è un piatto: è un'arte che l'UNESCO ha iscritto nel 2017 tra i patrimoni immateriali dell'umanità, quella del pizzaiuolo napoletano. La margherita e la marinara si giudicano dal cornicione; la frittura di pastacresciute e crocché apre la strada, il ragù della domenica cuoce sei ore.
Il dolce è un bivio: sfogliatella riccia o frolla, e il babà inzuppato che non perdona. Al bar, il caffè si beve veloce e — tradizione nobile — si può lasciare "sospeso", pagato per lo sconosciuto che verrà dopo.