🌋 Natura e panorami

Campo Imperatore

📍 L'Aquila, Abruzzo · 83/100

L'alpinista Fosco Maraini lo paragonò alla valle di Phari Dzong, coniando il celebre appellativo di "Piccolo Tibet". Anticamente battezzato "Campo Imperiale" da Federico II di Svevia, è il più vasto altopiano degli Appennini. Di origine glaciale e carsico-alluvionale, si estende fino a 27 chilometri di lunghezza per 8 di larghezza, coprendo quasi 80 chilometri quadrati nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con altitudini comprese tra 1.460 e 2.145 metri.

Cosa vedere

La piana è incorniciata da cime imponenti, tra cui il Corno Grande, che ospita il ghiacciaio del Calderone, il più a sud d'Europa. Il paesaggio, prevalentemente spoglio a causa dell'altitudine e dei passati disboscamenti, è costellato da una decina di laghetti semicircolari di incerta origine, tra cui spicca il Lago di Pietranzoni. Nella zona nord-occidentale sorge lo storico albergo a 2.130 metri di quota, divenuto celebre perché vi fu imprigionato Benito Mussolini nell'agosto 1943, fino alla sua liberazione il 12 settembre da parte dei paracadutisti tedeschi guidati da Otto Skorzeny. Poco più in alto si stagliano le cupole dell'Osservatorio astronomico (dotato di un telescopio di oltre un metro di diametro), la stazione meteorologica e la chiesetta della Madonna della Neve. A quota 2.135 metri si trova il Giardino botanico alpino, fondato nel 1952 per studiare 300 specie d'alta quota, tra cui la stella alpina dell'Appennino e la genziana maggiore. Nel settore sud-est, Fonte Vetica (1.634 metri) conserva l'unica area boschiva della piana e il monumento di Vicentino Michetti. L'opera ricorda la tragedia del 13 ottobre 1919, quando il pastore Pupo Nunzio di Roio, i suoi due figli e 5.000 pecore morirono in una tempesta di neve. L'area è habitat del lupo appenninico, del gatto selvatico, del camoscio d'Abruzzo e dell'aquila reale, e ha fornito il set per oltre venti film, tra cui Il nome della rosa, Ladyhawke e Lo chiamavano Trinità....

La visita

In inverno, con temperature che sfiorano i -25 °C, la zona occidentale è raggiungibile solo tramite la funivia del Gran Sasso: partendo da Fonte Cerreto (1.150 metri), l'impianto trasporta 100 persone in 7 minuti fino agli impianti sciistici, tra i più antichi d'Italia. Durante la bella stagione, i pascoli si popolano di cavalli, bovini e greggi provenienti dai borghi limitrofi, un tempo feudi dei Medici, come Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte (che gestisce anche una pista da sci di fondo di 4 chilometri). A Fonte Vetica è attiva la zona dei "macelli", dotata di punti ristoro dove acquistare salumi, formaggi e carne fresca, tra cui i tipici arrosticini, da cuocere all'aperto sulle apposite fornacelle.

Il consiglio della redazione

Cercate con lo sguardo la Cima Giovanni Paolo II (2.425 metri), intitolata al pontefice che era solito frequentare l'altopiano in estate per meditare in solitudine, oppure fermatevi al Lago di Pietranzoni per osservare il Corno Grande riflesso nelle sue acque.

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