🏛️ Piazze e centri storici

Craco, la città fantasma

📍 Craco, Basilicata · 79/100

Nel 1963, una frana innescata da lavori alle reti idriche e fognarie costrinse la popolazione di Craco ad abbandonare le proprie case, un esodo reso definitivo dal disastroso terremoto dell'Irpinia del 1980. Oggi, questo abitato arroccato su una rupe a 390 metri di altitudine, nella provincia di Matera, è una delle città fantasma più celebri d'Italia. Inserita nel 2010 nella lista dei monumenti da salvaguardare del World Monuments Fund, la città domina la valle del fiume Cavone ed è circondata dai calanchi, profondi solchi scavati dall'erosione nel terreno cretoso. Le tracce umane in quest'area risalgono a tombe dell'VIII secolo a.C., seguite dai coloni greci di Metaponto nel 540 a.C. e dai monaci italo-bizantini nel X secolo. Il nome compare per la prima volta nel 1060 come Graculum ("piccolo campo arato"), sotto l'autorità dell'arcivescovo Arnaldo di Tricarico.

Cosa vedere

L'impianto urbano si sviluppa attorno al torrione quadrato di epoca normanna, edificato tra il 1154 e il 1168 sotto Erberto, il primo feudatario. Questa struttura di difesa, che durante il regno di Federico II di Svevia ospitò i prigionieri lombardi nel 1239, svetta sul centro storico diviso nei due quartieri ottocenteschi di Torrevecchia e della Chiesa Madre (dedicata a San Nicola). L'architettura civile si distingue per quattro grandi edifici nobiliari risalenti al XV secolo. Il Palazzo Maronna, situato vicino al torrione, presenta un ingresso monumentale in mattoni e un ampio balcone terrazzato. Il Palazzo Grossi, nei pressi della chiesa madre, si caratterizza per il portale architravato privo di cornici e per le volte a vela dei piani superiori, decorate con medaglioni a motivi floreali e paesaggistici, oltre a ringhiere in ferro battuto. Vi sono poi Palazzo Simonetti e Palazzo Carbone, sorto alla fine del Quattrocento e ampliato nel Settecento. Proprio Palazzo Carbone fu teatro nel 1799 della sanguinosa repressione dei moti della Repubblica Napoletana, guidati dallo studente Innocenzo De Cesare e sedati dall'esercito sanfedista. Nel corso dell'Ottocento, le stesse strade subirono i saccheggi di diverse bande armate, tra cui quelle dei briganti Carmine Crocco e José Borjes nel 1861, e videro l'attività del fuorilegge locale Giuseppe Padovano, ex soldato borbonico soprannominato "Cappucino" per aver studiato nel monastero del paese.

La visita

Dopo il posizionamento di sensori geologici che attestano l'attuale condizione di stabilità del rilievo, dalla primavera del 2011 l'amministrazione comunale ha istituito un percorso di visita messo in sicurezza. Attraversare le strade silenziose permette di riconoscere gli scenari scelti da numerosi registi internazionali. L'isolamento di Craco ha fatto da sfondo a pellicole come La lupa di Alberto Lattuada (1953), Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi (1979), La passione di Cristo di Mel Gibson (2004) e Quantum of Solace di Marc Forster (2008).

Il consiglio della redazione

Prima di salire al borgo antico, fermatevi a osservare il paesaggio dalla valle del fiume Cavone: il contrasto visivo tra le pendici erose dei calanchi, prive di vegetazione, e le architetture diroccate che si fondono con la roccia calcarea offre la prospettiva migliore per comprendere l'isolamento strategico di Craco.

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