Cosa vedere
Il lavoro della fonderia va oltre le sole campane, estendendosi a portali in bronzo, bassorilievi e vari manufatti sacri, oltre al restauro di opere usurate. I bronzi qui prodotti hanno raggiunto ogni angolo del mondo. Tra i lavori di maggior rilievo figura la replica da 600 chilogrammi di una campana seicentesca della Torre di Pisa, danneggiata nei bombardamenti del 1944 e ricollocata nella Pasqua del 2004. La fonderia ha inoltre fuso i bronzi per il Santuario Mariano di Pompei nel 1923, la campana per la chiesa di San Benedetto a Montecassino nel 1950 e pezzi commemorativi per il centenario dell'Unità d'Italia nel 1961 e per il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America nel 1992. Nel 2000, papa Giovanni Paolo II ha ricevuto la Campana del Giubileo, oggi in Piazza San Pietro. Altre opere si trovano al Palazzo dell'ONU a New York, alla FAO a Roma, a Pechino, a Gerusalemme, in Sud America e in Corea del Sud.
La visita
Entrare nel mondo dei Marinelli significa osservare una tecnica di fusione a cera persa impiegata da quasi un millennio. Gli artigiani utilizzano la cera per trasferire i disegni su un'anima in mattoni ricoperta di argilla, di dimensioni leggermente inferiori alla campana finale. Viene poi applicato un ulteriore strato di argilla per formare la falsa campana. Una volta indurita, la cera interna viene sciolta, lasciando l'impronta del disegno. Infine, il bronzo fuso viene colato nell'intercapedine a una temperatura di circa 1200 gradi Celsius.
Il consiglio della redazione
Prestate particolare attenzione ai dettagli decorativi impressi sull'argilla durante la fase di ceratura: è questo il passaggio fondamentale che garantisce la precisione del bassorilievo prima della colata a temperature estreme.