Cosa vedere
L'elemento visivo predominante della spiaggia è il grande pinnacolo calcareo, alto 143 metri, che sovrasta la cala. Questa formazione rocciosa è una meta rinomata tra gli appassionati di arrampicata sportiva; sulla sua parete verticale si sviluppano diverse vie, tra cui spicca la "Sinfonia dei Mulini a vento", un percorso aperto dagli scalatori Manolo e Alessandro Gogna alla fine degli anni Settanta. Sul lato destro della baia, la roccia calcarea si apre formando un imponente arco naturale che si tuffa nel mare. Esplorando l'arenile si nota un'ulteriore particolarità geologica: in un anfratto tra le rocce è presente una sorgente d'acqua dolce che sgorga direttamente dal sottosuolo e sfocia nelle acque salate del mare.
La visita
L'accesso alla baia è regolamentato da un ente fiduciario per prevenire i danni causati dall'eccessivo afflusso turistico. L'ingresso è strettamente limitato a 300 persone al giorno, a fronte di una richiesta che nei periodi di punta tocca gli 800 visitatori. Per accedere al percorso pedonale è obbligatorio registrarsi online con almeno un giorno di anticipo e pagare un biglietto di ingresso di 7 euro a persona (tariffa del 2024). Gli incassi, che raggiungono i 1800 euro giornalieri, sono interamente destinati alla protezione e alla pulizia dell'arenile. L'unico modo per raggiungere la spiaggia via terra è affrontare un sentiero che parte dall'altopiano del Golgo: il tragitto comporta un dislivello di 470 metri e richiede circa un'ora e mezza di cammino. La baia è anche una delle tappe del noto itinerario di trekking Selvaggio Blu. Per preservare l'ambiente dall'inquinamento, dall'estate del 2007 il tratto di mare entro i 200 metri dalla riva è chiuso al traffico delle imbarcazioni a motore e l'approdo è vietato. I servizi di noleggio barche in partenza dai vicini porti di Arbatax e Santa Maria Navarrese possono avvicinarsi solo fino al limite consentito.
Il consiglio della redazione
Dopo aver completato l'impegnativa discesa dall'altopiano, esplorate con attenzione gli anfratti rocciosi a ridosso dell'arenile per individuare la peculiare sorgente sotterranea, un raro punto in cui l'acqua dolce incontra il mare aperto.