🏖️ Spiagge e mare

Spiaggia La Pelosa

📍 Stintino, Sardegna · 89/100

La torre che chiude l'orizzonte della Pelosa è più vecchia della spiaggia intesa come luogo da bagno: tronco di cono in scisto locale, sedici metri di diametro alla base e dieci di altezza, fu tirata su sull'isolotto davanti a capo Falcone prima del 1578 per sorvegliare il canale verso l'Asinara. Il boccaporto d'ingresso sta a sei metri da terra e ci si saliva con scale di corda; dentro presidiavano un alcaide, un artigliere e tre o quattro soldati, con tre cannoni di grosso calibro e una spingarda. Fu dismessa nel 1846. Il paese che oggi porta i bagnanti fin qui non esisteva ancora: Stintino nacque nel 1885, quando quarantacinque famiglie di pescatori e pastori dovettero lasciare l'Asinara perché il governo vi installava un lazzaretto e una colonia penale.

Cosa vedere

La sabbia è bianchissima e finissima, il fondale resta basso per decine di metri e l'acqua tiene quel turchese che di solito si vede molto più a sud. Davanti si aprono il golfo dell'Asinara e l'isola omonima, protetta dal parco nazionale istituito nel 1997: Stintino è l'imbarco più vicino. Sulla destra, oltre una lingua di sabbia, ci sono la spiaggetta della Pelosetta e l'isolotto con la torre, che il Comune ha messo nel proprio stemma insieme a una vela latina.

Il litorale attorno cambia carattere in fretta. Verso ponente comincia il «mare di fuori», la costa esposta al mar di Sardegna, con scogliere e cale di sabbia e sassi in fondo a piccole valli: Biggiu Marinu, cioè «bue marino», il nome sardo della foca monaca, chiamata anche Valle della Luna, poi Coscia di Donna e Cala del Vapore. Sul versante orientale, più riparato, si allineano le spiagge delle Saline, Ezzi Mannu, Pazzona e Punta Negra.

La visita

L'affluenza è tale che l'accesso avviene su prenotazione: il posto va riservato prima di partire, altrimenti si resta fuori. Si arriva dalla strada che da Stintino punta a capo Falcone, una manciata di chilometri, e i parcheggi sono a pagamento e lontani dalla battigia quanto basta per scoraggiare i bagagli pesanti. Non c'è ombra naturale. Chi vuole il mare vuoto arrivi presto la mattina o si presenti nel tardo pomeriggio, quando la luce radente sull'acqua bassa è anche la migliore per le fotografie. A tre chilometri dall'abitato lo stagno di Casaraccio è una riserva riproduttiva per l'avifauna: merita una sosta all'andata.

Il consiglio della redazione

Noi il pomeriggio lo chiudiamo al porto di Stintino, non in spiaggia. Al Museo della tonnara, aperto nel 2016 sulla banchina, la storia di questo pezzo di costa la raccontano le reti e i registri della cooperativa dei pescatori fondata nel 1904 da sessantotto soci del posto. Poi si mangia il polpo alla stintinese e si guardano rientrare le barche a vela latina, che qui non sono un arredo per turisti.

Nei dintorni

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