Fuori dall'Italia vivono circa sei milioni di cittadini italiani — e fino a ottanta milioni di persone di origine italiana. Argentina, Brasile, Stati Uniti, Australia, Germania: intere generazioni partite con una valigia di cartone hanno figli e nipoti che oggi rifanno il viaggio al contrario.
Cos'è il turismo delle radici
Non è una vacanza qualsiasi: è cercare il paese del bisnonno, l'atto di nascita in un archivio parrocchiale, il cognome sulla porta di un cimitero, i parenti mai conosciuti. Il governo italiano lo ha capito, dedicando al fenomeno un anno tematico nazionale: per migliaia di piccoli comuni è una seconda possibilità.
Da dove si comincia
1. Il cognome e il paese. Le storie di famiglia citano quasi sempre un paese, spesso storpiato dall'emigrazione. Gli archivi di Ellis Island, i registri navali e i database genealogici aiutano a ricostruire il punto di partenza.
2. I registri. Lo stato civile italiano esiste dal 1866 (prima, i registri parrocchiali): atti di nascita, matrimonio e morte si richiedono al comune d'origine.
3. Il viaggio. È qui che succede la magia: arrivare nella piazza dove il nonno giocava, sentire il dialetto, scoprire che il paese fa ancora la stessa festa patronale.
4. La cittadinanza. Per molti discendenti la cittadinanza italiana è riconoscibile per discendenza: un percorso burocratico serio, ma possibile.
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