🏰 Castelli e palazzi

Castello di Miramare

📍 Trieste, Friuli-Venezia Giulia · 88/100

Sorpreso da una burrasca improvvisa nel Golfo di Trieste nel 1855, l'arciduca Massimiliano d'Asburgo trovò riparo nel porticciolo di Grignano e decise di trasformare quello sperone carsico in una residenza reale. Costruito tra il 1856 e il 1860, il castello nacque per volere di Massimiliano, allora comandante in capo della Marina Imperiale austriaca, e della consorte Carlotta del Belgio. Affidato all'architetto viennese Carl Junker, dopo aver scartato un primo progetto di Giovanni Andrea Berlam, l'edificio si rifà alla corrente neomedievale del *romantisches Historismus*, guardando ai modelli sviluppati da Theophil Hansen e Karl Friedrich Schinkel. Il nome deriva dallo spagnolo "mirar el mar", in omaggio all'estetica dei castelli sull'Atlantico o alla residenza portoghese di Pena. Massimiliano seguì personalmente i lavori, decidendo nel 1858 di eliminare uno dei tre piani previsti. Da qui, il 14 aprile 1864, la coppia salpò a bordo della fregata Novara verso il Messico, da cui l'imperatore non fece ritorno, fucilato a Querétaro nel giugno 1867.

Cosa vedere

L'esterno del castello a base quadrata unisce forme eclettiche a elementi scultorei simbolici, tra cui le aquile azteche e gli stemmi del Secondo Impero Messicano. Gli interni, affidati agli artigiani Franz e Julius Hofmann, conservano intatti gli arredi originali della metà dell'Ottocento. Il piano terra ospita gli appartamenti privati: la camera da letto e lo studio dell'arciduca riproducono fedelmente le dimensioni e l'aspetto della cabina e del quadrato di poppa della Novara, la nave con cui circumnavigò il globo tra il 1857 e il 1859. Seguono la biblioteca, interamente rivestita di scaffalature, e le stanze di Carlotta, tappezzate in seta azzurra. Il primo piano, destinato alla rappresentanza, accoglie la Sala del Trono con i suoi magnifici pannelli lignei a soffitto e a parete, i salotti cinesi e giapponesi con mobilio orientale e un ambiente dedicato ai dipinti di Cesare Dell'Acqua, che illustrano gli episodi cruciali della vita di Massimiliano. Il complesso include un parco all'inglese di 22 ettari ideato da Junker con i botanici Josef Laube e Anton Jelinek. Qui alberi extraeuropei come la sequoia gigante, il ginkgo biloba, i cedri del Libano e dell'Himalaya si alternano a specchi d'acqua e sentieri tortuosi. Nel parco si trovano anche le serre, la "Casa svizzera" sulle rive del lago dei cigni e il Castelletto. Quest'ultimo, caratterizzato da un prospetto in scala ridotta del castello principale e da intonaci dipinti a finto legno, ospitò la coppia durante il cantiere e in seguito vide la reclusione di Carlotta, che qui manifestò i segni del suo squilibrio mentale prima di rientrare in Belgio.

La visita

Divenuto uno dei musei statali dotati di autonomia speciale dal 2016, il castello è interamente esplorabile. Il percorso museale attuale è il risultato del restauro curato dalla Sovrintendenza a partire dal 1954, che ha ricollocato arredi e tappezzerie avvalendosi dei dettagliati reportage fotografici commissionati un secolo prima dall'arciduca. L'intervento ha sanato le modifiche apportate dai successivi occupanti, tra cui il duca Amedeo d'Aosta, che vi abitò dal 1930 al 1937 sostituendo le insegne asburgiche con le croci sabaude, e le forze militari alleate (le truppe neozelandesi del generale Freyberg, il XIII Corpo britannico e la guarnigione americana TrUST) che vi stabilirono i propri quartieri generali fino all'ottobre 1954.

Il consiglio della redazione

Passeggiando nel parco, individuate le rovine della piccola cappella dedicata a San Canciano: nell'abside è conservata una croce realizzata con il legno originario della fregata Novara, disarmata nel 1899, la nave che segnò i trionfi navali di Massimiliano e ne riportò in Europa le spoglie.

Esplora Trieste

Tutto il comune: guida, luoghi, sapori ed eventi.