⛪ Chiese e santuari

Basilica di Aquileia

📍 Aquileia, Friuli-Venezia Giulia · 87/100

L'eccezionale tappeto musivo del IV secolo, che con i suoi oltre 760 metri quadrati rappresenta il più antico e vasto mosaico paleocristiano d'Occidente, costituisce il cuore della Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta. Antica cattedrale del soppresso patriarcato di Aquileia, l'edificio sorge lungo la via Sacra, affacciato su piazza del Capitolo. La sua storia inizia nel 313 d.C., quando il vescovo Teodoro, con l'appoggio dell'imperatore Costantino, fondò il primo nucleo sui resti di antichi granai romani. Da allora, il complesso ha attraversato espansioni e distruzioni, come il devastante incendio appiccato dagli Unni di Attila nel 452, fino ad assumere l'attuale fisionomia nell'XI secolo.

Cosa vedere

L'esterno si presenta con una facciata in stile romanico-gotico, preceduta da un portico aggiunto dal patriarca Massenzio nel IX secolo, che si collega ai resti del battistero del V secolo tramite la cosiddetta chiesa dei Pagani. A dominare la pianura friulana è il campanile alto oltre 70 metri, eretto nel 1031 dal patriarca Poppone impiegando i massicci blocchi marmorei dell'antico anfiteatro romano, ispirandosi al faro di Alessandria d'Egitto. All'interno, lo spazio è diviso in tre navate da ventotto colonne. Gli archi a sesto acuto della navata centrale furono voluti dal patriarca Marquardo di Randeck dopo il terremoto del 1348, mentre il grandioso soffitto ligneo a carena di nave fu realizzato da carpentieri veneziani nel 1526. Il celebre pavimento musivo si divide in quattro campate: la prima espone nodi di Salomone e la lotta tra il gallo e la tartaruga, simbolo del conflitto tra bene e male; la seconda ospita ritratti racchiusi in medaglioni clipeati, nei quali alcuni studiosi riconoscono l'imperatore Costantino, la madre Elena e i figli, accanto a un Gesù Buon Pastore raffigurato alla maniera del dio pagano Mercurio, con la pecora sulle spalle. La terza campata, un tempo sede dell'altare, mostra una Vittoria alata, allegoria del trionfo cristiano, mentre la quarta illustra la storia del profeta Giona in un mare pescoso. Nella navata sinistra si trova il Santo Sepolcro dell'XI secolo, struttura utilizzata per la liturgia della Settimana Santa. Accanto ad esso, una stratigrafia pavimentale rivela tre epoche: il livello inferiore di una villa romana di età augustea, uno strato intermedio in cocciopesto e un livello superiore con decorazioni geometriche annerite dall'incendio di Attila. La zona absidale è arricchita dagli affreschi dell'XI secolo nell'abside e del IV secolo nella cappella di San Pietro. Sotto il presbiterio, la Cripta degli Affreschi, decorata nel XII secolo dal patriarca Ulrico di Treffen, narra le origini del cristianesimo locale e la storia del primo vescovo, Sant'Ermagora. All'esterno, dietro l'abside, si estende il Cimitero dei Caduti, dove riposano dieci militi ignoti della Prima Guerra Mondiale, Maria Bergamas, che scelse la salma del Milite Ignoto italiano, e lo stesso Sant'Ermagora.

La visita

L'esplorazione del complesso permette di scendere letteralmente nelle diverse fasi costruttive. Le originarie aule teodoriane, che un tempo misuravano 37x20 metri ed erano collegate da un vestibolo usato per la cresima, sono ancora in parte visibili sia nella navata dell'edificio attuale sia sotto le fondamenta del campanile. La successiva "aula cromaziana sud", ampliata tra il 388 e il 407 a 65x29 metri, definisce ancora oggi il perimetro su cui si è sviluppata la basilica medievale, mentre dell'aula nord (73x31 metri), voluta dal vescovo Fortunaziano e bruciata dagli Unni, rimangono solo le tracce archeologiche.

Il consiglio della redazione

Soffermatevi sui ritratti della seconda campata del mosaico per osservare l'uso sapiente delle tessere nere: questa tecnica antica delinea con forza i contorni dei volti e crea un contrasto cromatico netto con le vesti, conferendo una profondità inaspettata alle figure.

Esplora Aquileia

Tutto il comune: guida, luoghi, sapori ed eventi.