La cipolla rossa di Acquaviva si riconosce a occhio: piatta, larga anche quindici centimetri, dolce al punto da mangiarsi cruda a fette come un frutto. È Presidio Slow Food e orgoglio cittadino, celebrata a ottobre con una sagra che la frigge, la farcisce e la canta.
Nei ristoranti del centro finisce nel calzone di cipolla, nelle focacce e nelle insalate d'estate. Chi passa di qui in stagione la compri a trecce nei campi: la dolcezza dipende dall'acqua di falda che dà il nome al paese.