È il punto più orientale d'Italia: dall'alba di Punta Palascìa, nelle giornate limpide, si vedono i monti d'Albania. Otranto porta i segni di quella frontiera — i crani degli ottocento martiri del 1480 custoditi in cattedrale — e il suo tesoro più strano: il mosaico pavimentale del 1163-65, un albero della vita che copre l'intera navata mescolando re Artù, Alessandro Magno e l'arca di Noè.
Il borgo dentro le mura aragonesi vive di sere lunghe; a sud, la cava di bauxite color ruggine e i faraglioni di Sant'Andrea meritano la deviazione.
Nei dintorni di Otranto
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.