Alle 6:45 del 4 maggio 1945, la prima pattuglia americana raggiunse le sponde di questo bacino per prendere in consegna 141 prigionieri illustri, segnando uno degli ultimi episodi della Seconda guerra mondiale in Italia. Teatro di questo evento storico è il lago di Braies, un bacino di sbarramento a 1.496 metri di quota, formatosi a causa di una frana staccatasi dal Sasso del Signore che bloccò il corso del rio Braies. Situato nell'omonima valle laterale della Val Pusteria, a 97 chilometri da Bolzano, il lago giace all'interno del parco naturale Fanes - Sennes e Braies. Le prime attestazioni del toponimo risalgono al 1296 come Hünz an den Se, mutato poi in Praxersee nel 1330 e See in Prags nel 1400. L'attributo wild ("selvaggio") comparve per la prima volta nel 1885 come Pragser Wildsee, in concomitanza con gli esordi dell'alpinismo di massa. Sebbene il primo Prontuario del 1923 mantenesse il nome tedesco, la dicitura italiana ufficiale è entrata in uso nel 1940.
Cosa vedere
Il lago occupa una superficie di 33 ettari, misurando 1,2 chilometri in lunghezza e fino a 400 metri in larghezza. È uno dei bacini più profondi della provincia di Bolzano: raggiunge i 36 metri di profondità massima e 17 metri di media, con acque che toccano al massimo i 14 °C. Su tre lati è cinto da vette dolomitiche, dominato dalla parete rocciosa della Croda del Becco, alta 2.810 metri, nota in tedesco come Seekofel e in ladino come Sass dla Porta. Sulle rive sorge l'Hotel Pragser Wildsee, albergo dove le SS condussero gli ostaggi nel 1945. Tra loro vi erano l'ex cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg, l'ex primo ministro francese Léon Blum, il generale Sante Garibaldi, il figlio di Pietro Badoglio, l'ex primo ministro ungherese Miklós Kállay, il generale greco Alexandros Papagos, il tenente sovietico Vassilij Kokòrin, Nikolaus von Horthy, il vescovo Gabriel Piguet, il generale Franz Halder e i familiari di Claus Schenk von Stauffenberg. Durante la liberazione, i soldati della Wehrmacht furono disarmati, lasciando le armi solo al capitano von Alvensleben e a un altro ufficiale. Personaggi come Alexander von Falkenhausen, Hjalmar Schacht, Fritz Thyssen, Georg Thomas e il principe Filippo d'Assia vennero arrestati, mentre i tedeschi senza legami col nazismo furono mandati a Capri prima del rilascio e Schuschnigg emigrò negli USA. Dal 2006 l'albergo ospita lo Zeitgeschichtsarchiv Pragser Wildsee, che organizza convegni sulla resistenza al nazismo. I dintorni ricordano anche la tragedia del ponticello di Braies, dove il 7 marzo 1970 una valanga uccise sette alpini.
La visita
Le sponde fungono da punto di partenza per l'Alta via n. 1 delle Dolomiti, detta "La classica", che arriva fino ai piedi del gruppo della Schiara a Belluno. Durante l'inverno, dal 2012, la superficie ghiacciata ospita competizioni di curling. Negli ultimi anni l'affluenza turistica è aumentata in modo esponenziale per via della serie televisiva Un passo dal cielo (girata qui nel 2010, 2012 e 2018), con Terence Hill nei panni del comandante della forestale di San Candido. L'impatto mediatico ha costretto gli amministratori locali a imporre la prenotazione obbligatoria e ridurre gli accessi con auto private. Le vicende belliche del luogo sono state inoltre ricostruite nel 2016 dalla docu-serie Rai Ostaggi delle SS.
Il consiglio della redazione
Osservate il massiccio del Sass dla Porta pensando alla complessa mitologia ladina. La saga del Regno dei Fanes racconta che, nelle notti di luna piena, i pochi superstiti del popolo, scampati all'avidità di un re usurpatore, escano da un enorme buco naturale scavato nella roccia per solcare il lago in barca, guidati dalla loro regina e dall'eroina Lujanta. Una seconda leggenda narra invece che le sorgenti del bacino furono create da selvaggi per impedire a un gruppo di allevatori di rubare l'oro delle montagne.