Nel maggio del 1800, una guarnigione austro-piemontese di appena 400 uomini riuscì a bloccare per due settimane l'avanzata di 40.000 soldati francesi guidati da Napoleone Bonaparte. L'episodio mandò a monte i piani di attacco a sorpresa sulla Pianura Padana e spinse il futuro imperatore, indispettito per l'onta subita, a definire la struttura un "vilain castel", ordinandone la totale demolizione. Sulle ceneri di quella piazzaforte — che già nel VI secolo ospitava un presidio ostrogoto di 60 uomini sotto Teodorico, e che nel 1034 era definita "inexpugnabile oppidum" sotto il visconte Boso — l'ingegnere militare Antonio Francesco Olivero riedificò l'attuale complesso tra il 1830 e il 1838. Divenuto dominio sabaudo a metà del Duecento dopo la fine della signoria locale di Ugo di Bard, e trasformato nel 1661 in polo d'artiglieria da Carlo Emanuele II, il forte sorge a 384 metri di altitudine. Posto su un promontorio roccioso, stringe a gola il corso della Dora Baltea, segnando da secoli un confine politico, religioso e culturale della Valle d'Aosta.
Cosa vedere
L'imponente architettura ottocentesca si articola su più livelli indipendenti, progettati per garantire la difesa reciproca tramite casematte dotate di cinquanta bocche da fuoco. Nella parte inferiore, disposte a tenaglia, si trovano l'Opera Ferdinando e l'Opera Mortai, dove un tempo si custodivano provviste per resistere a tre mesi di assedio; salendo si incontra l'Opera Vittorio, per culminare con l'Opera Gola e l'Opera Carlo Alberto. Capace di ospitare fino a 832 soldati nelle sue 283 stanze, il perimetro conta 176 locali di servizio affacciati sulla piazza d'armi del cortile interno. Oggi questi spazi accolgono un vasto polo museale. L'Opera Carlo Alberto ospita al piano terra e al primo piano il Museo delle Alpi, lo spazio Vallée Culture e la Sala degli Archi candidi, mentre i sotterranei celano Le Prigioni, un percorso storico-architettonico che rievoca personaggi illustri passati di qui, da Camillo Benso conte di Cavour a Stendhal e allo stesso Napoleone. L'Opera Ferdinando Superiore accoglie dal 2017 il Museo del Forte, dedicato all'evoluzione delle frontiere in tempo di pace e alle tecniche difensive. Nell'Opera Vittorio ha invece sede "Le Alpi dei ragazzi", un percorso multimediale interattivo sui grandi eventi storici delle Alpi occidentali.
La visita
Dopo decenni di abbandono, l'impiego come carcere militare e poi come polveriera dell'Esercito Italiano fino al 1975, il forte è passato alla Regione ed è stato riaperto nel gennaio 2006 in seguito a un attento restauro conservativo. Il complesso è oggi pienamente fruibile e attrezzato con caffetteria, ristorante, infolounge, libreria e un albergo. I cortili si animano in estate con le rassegne teatrali e musicali di "Estate al Forte". Il calendario annuale include il "Marché au fort" a metà ottobre, la kermesse "Meteolab" a novembre, e "I Colloqui del forte di Bard" ad aprile, diretti dal priore Enzo Bianchi. Gli amanti dello sport possono assistere al Monterosa Walser Ultra Trail ad agosto e alla corsa di 8 km "Forteight" a fine settembre. Ai piedi del promontorio, lungo la Strada Statale 26 verso Donnas, è inoltre visibile il geosito neolitico di Bard. Il forte ha fatto da sfondo al film del 2015 Avengers: Age of Ultron, in cui rappresenta una base segreta dell'organizzazione HYDRA nell'immaginaria Sokovia, e alla pellicola Non è mai passato del 2018.
Il consiglio della redazione
Per cogliere appieno la dimensione storica del luogo, programmate la visita a fine maggio in concomitanza con la "Napoleonica", la grande rievocazione storica dell'assedio del 1800 che riporta le truppe in uniforme, gli accampamenti e le manovre militari tra le mura e le piazze d'armi dell'Opera Carlo Alberto.