🏛️ Piazze e centri storici

Piazza San Marco e Basilica

📍 Venezia, Veneto · 97/100

Il 14 luglio 1902, l'imponente Campanile di San Marco, alto 98,6 metri, crollò su se stesso, per poi essere ricostruito in un decennio esattamente "com'era, dov'era". Soprannominato "el paròn de casa", il campanile domina il centro politico e religioso della Serenissima, in quello spazio che Napoleone avrebbe definito "il salotto d'Europa". L'origine della torre risale all'inizio del X secolo, sotto il doge Pietro Tribuno, concepita come faro e torre d'avvistamento per proteggere la città dalle razzie di ungari e pirati slavi. Eretto su fondazioni composte da tronchi di olmo lunghi 1,5 metri conficcati per 5 metri nell'argilla e utilizzando mattoni di epoca tardo-romana, il campanile fu innalzato a circa 40 metri da Domenico Selvo e completato nei volumi attuali nel XII secolo da Domenico Morosini, su disegno dell'architetto Buono di Napoli. La struttura definitiva in pietra fu realizzata nel 1514 da Pietro Bon su progetto di Giorgio Spavento, dopo che fulmini e incendi, tra cui il falò celebrativo per la vittoria di Modone del 1403, avevano più volte distrutto la precedente guglia in legno e rame.

Cosa vedere

La piazza è dominata a est dalla facciata della Basilica di San Marco, ornata da sculture romaniche e dai quattro cavalli, simbolo di potere che nel 1379 i genovesi giurarono di voler imbrigliare e che Napoleone in seguito trasferì temporaneamente a Parigi. Davanti alla chiesa si ergono tre piloni portabandiera con basi in bronzo scolpite ad altorilievo da Alessandro Leopardi nel 1505. A nord della basilica si apre la Piazzetta dei Leoncini, dal nome dei due leoni in marmo donati dal doge Alvise Mocenigo nel 1722, affiancata dal Palazzo Patriarcale neoclassico. Sull'angolo esterno della basilica spiccano invece i Tetrarchi, figure antiche scolpite in porfido rosso. Il Campanile isolato si presenta con un fusto quadrato in mattoni largo 12 metri e alto 50, sormontato dalla cella campanaria e da un attico con il Leone di San Marco e l'allegoria della Giustizia. In cima, la cuspide piramidale culmina con la statua dorata dell'arcangelo Gabriele, montata su una piattaforma rotante per fungere da segnavento. Alla base, rivolta verso la basilica, sorge la Loggetta del Sansovino (1537-1546). Il perimetro della piazza è scandito a nord dalle Procuratie Vecchie (inizio XVI secolo) e dalla Torre dell'Orologio (1499), a ovest dall'Ala Napoleonica (1810) e a sud dalle Procuratie Nuove, opera congiunta di Jacopo Sansovino, Vincenzo Scamozzi e Baldassarre Longhena (1640 circa). L'adiacente Piazzetta è delimitata dalla Biblioteca Marciana (1537-1591), definita da Palladio la struttura più magnifica dall'antichità, e dalla Zecca (1547). Verso il bacino si ergono due colonne di granito del 1268 che sostengono San Teodoro con il coccodrillo e il Leone Alato, quest'ultimo originariamente un grifone di Tarso del 300 a.C. Sulla facciata del Palazzo Ducale (ricostruito tra il 1340 e il 1424), la Porta della Carta (1438-1443, di Giovanni e Bartolomeo Bon) sfoggia il doge Francesco Foscari inginocchiato davanti al leone, affiancato dalle Virtù Cardinali. Sull'angolo posteriore del palazzo si osserva infine il gruppo scultoreo del Giudizio di Salomone.

La visita

Gli edifici che delimitano lo spazio un tempo regolavano la vita civile e statale. Oggi le Procuratie e l'Ala Napoleonica, originariamente pensata come palazzo per il viceré Eugenio di Beauharnais, costituiscono l'accesso cerimoniale al Museo Correr, mentre dal loggiato della Biblioteca Marciana si entra al Museo Archeologico e alla Biblioteca Nazionale. I visitatori possono ripercorrere la storica divisione politica sostando nei caffè al piano terra: durante l'occupazione ottocentesca, gli austriaci frequentavano il Caffè Quadri, mentre i veneziani restavano fedeli al Caffè Florian, aperto nel 1720 da Floriano Francesconi. A destra della Torre dell'Orologio, l'ex chiesa di San Basso (disegnata da Longhena nel 1675) è occasionalmente accessibile per mostre.

Il consiglio della redazione

Osservate attentamente il loggiato al primo piano del Palazzo Ducale guardando verso la Piazzetta: tra le colonne in pietra d'Istria bianca ne spiccano due in marmo rosso di Verona. Segnavano il punto in cui venivano eseguite le condanne a morte per i crimini contro lo Stato, un richiamo alla severa giustizia veneziana che si ricollega alle esecuzioni pubbliche un tempo tenute tra le due grandi colonne di granito sul molo.

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