La chiamano la "città del corallo", e da tre secoli è così: i maestri incisori di Torre del Greco lavorano corallo e cammei per le vetrine di mezzo mondo, e una scuola statale tramanda ancora il mestiere. L'altro socio della sua storia è il Vesuvio, che l'ha distrutta più volte — su tutte nel 1794 — e ogni volta se l'è vista ricrescere addosso: "figlia del Vesuvio", dicono qui.
A Torre del Greco Giacomo Leopardi trascorse i suoi ultimi soggiorni e vi compose "La ginestra", guardando le pendici fiorite del vulcano da Villa delle Ginestre, oggi visitabile. Ercolano e gli scavi sono a dieci minuti.
La guida di Torre del Greco
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