Portici

Provincia: Napoli · Regione: Campania · Abitanti: 55.765 · CAP: 80055

Il nome viene dai portici di Ercolano, le rovine rimaste affioranti dopo l'eruzione del 79 dopo Cristo; nei documenti antichi la città si chiamava Porticus ad castanetum, Portici al castagneto, perché fino al Quattrocento qui c'erano solo boschi di castagni e querce, pascoli e caccia al cervo e al cinghiale. Il 3 ottobre 1839 il primo treno d'Italia partì da Napoli e arrivò qui: la Napoli-Portici inaugurò l'era ferroviaria italiana, e il museo nazionale di Pietrarsa — nelle officine borboniche al confine — la racconta con locomotive d'epoca davanti al mare.

La ragione del binario era la Reggia: il palazzo che Carlo di Borbone si costruì nel 1738 alle falde del Vesuvio, diventato dopo l'Unità orto botanico e scuola superiore di agricoltura, e oggi sede universitaria. La città era stata rasa al suolo dall'eruzione del 1631 e ricostruita, e nel 1944 l'ultimo risveglio del vulcano la seppellì sotto la cenere: sta tutta dentro la zona rossa del Vesuvio. In quattro chilometri quadrati e mezzo Portici è il secondo comune più denso d'Italia dopo Casavatore, viva e verace: il Granatello, il porticciolo borbonico, apparecchia friggitorie e tramonti sul golfo.

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