🏰 Castelli e palazzi

Palazzo dei Consoli

📍 Gubbio, Umbria · 79/100

Edificato tra il 1332 e il 1349 su progetto di Angelo da Orvieto o dell'eugubino Matteo Gattapone, il Palazzo dei Consoli richiese un investimento documentato di 16.336 lire ravennati. Ispirato allo scomparso Palazzo dei Capitani del Popolo di Arezzo, l'edificio rappresenta una complessa opera di architettura gotica pubblica a pianta rettangolare, addossata al fianco della collina per fungere da copertura ai livelli inferiori della piazza pensile, Piazza Grande. Misurando dal piano stradale meridionale fino alla cima del campanile a base quadrata, la struttura raggiunge un'altezza di 60 metri.

Cosa vedere

La facciata in conci di pietra calcarea bianca, scurita dai secoli, è divisa in due sezioni. Nella parte superiore spiccano sei finestre con arco a tutto sesto, disposte in tre coppie separate da lesene e sormontate da una merlatura sostenuta da archetti ogivali. Il piano terra presenta due grandi bifore che incorniciano il portale gotico. L'accesso avviene tramite un'elaborata scalinata a ventaglio in pietra con struttura a ponte; alla base dell'arco, i pilastri recano il simbolo araldico di Gubbio, composto da quattro monti sormontati da un giglio di ferro. Nella lunetta del portale si trova un affresco del XVI secolo, mentre all'esterno dell'edificio pende ancora la gabbia di ferro usata in passato per esporre i malfattori al pubblico ludibrio.

Superato l'ingresso si accede all'Arengo, un'imponente sala con copertura a volta a botte che in età comunale ospitava le riunioni cittadine. Il palazzo fu il primo edificio pubblico della sua epoca a possedere un impianto di acqua corrente, utilizzato per alimentare fontane decorative interne. Oggi l'Arengo funge da Lapidario, raccogliendo un sarcofago romano in marmo decorato e antiche iscrizioni, inclusa quella celebrativa del magistrato locale Gneo Satrio Rufo. L'ex cappella del palazzo custodisce il tesoro più raro: le Tavole eugubine in bronzo, redatte in una lingua umbra antecedente al latino. La pinacoteca conserva il crocifisso dipinto trecentesco del Maestro della Croce di Gubbio, un gonfalone di Sinibaldo Ibi, la tela dell'Immacolata Concezione di Francesco Signorelli (1527) e un affresco del 1350 circa raffigurante la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e Sant'Ubaldo, opera attribuita a Guiduccio Palmerucci e Mello da Gubbio.

La visita

L'edificio è sede dal 1909 del museo civico di Gubbio, che amplia il percorso con collezioni archeologiche, numismatiche, di ceramiche in maiolica, oltre a sezioni dedicate all'arte orientale e al Risorgimento. Un elemento focale della visita è la torre campanaria, affiancata da una stretta loggia rivolta verso la valle. La torre ospita la campana piccola del 1289 (più antica del palazzo stesso), la campana mezzana del 1678 e il celebre Campanone, fuso da Giovanni Battista Donati il 30 ottobre 1769 e sollevato sulla piazza il 20 marzo 1770. Insieme costituiscono la "voce di Gubbio". Dal 1380, i bronzi vengono manovrati per eseguire le Sonate che scandiscono il calendario della città, grazie alla maestria del gruppo dei campanari, costituitisi in compagnia ufficialmente riconosciuta nel 1981.

Il consiglio della redazione

Prendetevi un momento per esaminare il giglio di ferro e i quattro monti scolpiti alla base della scalinata d'ingresso: potrete ritrovare lo stesso identico stemma araldico anche sulla fontana di fronte al Palazzo del Bargello, lungo via dei Consoli.

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