Il 16 luglio del 1228, il giorno successivo alla canonizzazione di san Francesco, papa Gregorio IX e frate Elia da Cortona posero la prima pietra di questo monumentale complesso. Voluta dal pontefice come specialis ecclesia e Caput et Mater dell'Ordine minoritico, la basilica fu edificata al margine nord-occidentale della città murata, sul "Collis inferni", un'altura dove abitualmente venivano sepolti i fuorilegge. In seguito alla donazione del terreno da parte di Simone di Pucciarello, il luogo fu ribattezzato "Collis paradisi". Sebbene rappresentasse una deroga alla rigida regola francescana della povertà, la struttura fu concepita per una duplice funzione: accogliere immensi flussi di pellegrini ed educare il popolo analfabeta attraverso un vasto apparato figurativo, concepito come una vera e propria Biblia pauperum. Consacrata il 25 maggio 1253 da papa Innocenzo IV, la basilica è proprietà non extraterritoriale della Santa Sede ed è iscritta dal 2000 nella Lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
Cosa vedere
Il complesso fu uno dei capisaldi della diffusione del gotico in Italia e unisce le esigenze di un grande santuario allo schema di una cappella palatina, ispirandosi a modelli d'Oltralpe come la Sainte-Chapelle di Parigi, caratterizzata da due chiese sovrapposte ad aula unica. La Basilica Inferiore, completata intorno al 1230, custodisce le spoglie di san Francesco, traslate qui dalla chiesa di San Giorgio. Per secoli il corpo fu nascosto per evitarne il trafugamento, fino al ritrovamento nel 1818, quando fu tumulato in un sarcofago sotto l'altare maggiore. Originariamente semplice e rettangolare, la chiesa inferiore fu ampliata sotto la guida di frate Elia con l'aggiunta di una campata, del transetto, dell'abside e di volte a crociera costolonate. Al suo interno riposano Giovanni di Brienne (re di Gerusalemme e imperatore latino di Costantinopoli), Blasco Fernandez duca di Spoleto con il figlio Garcia, la nobile romana Jacopa dei Settesoli e quattro tra i primi compagni del santo: Leone, Rufino, Masseo e Angelo. La decorazione ad affresco prese avvio nel transetto intorno al 1253 con il Maestro di San Francesco, seguito nel 1278 circa da Cimabue, autore della Maestà.
La Basilica Superiore fungeva invece da aula monastica e spazio per le prediche. Con l'ascesa dell'inglese Aimone da Faversham a generale dell'Ordine nel 1241, maestranze transalpine realizzarono un'innovativa "gabbia gotica" interna, il cui scheletro nervato contrasta fortemente con l'aspetto romanico delle fronti esterne, dotate di massicci contrafforti. Qui Cimabue decorò il coro e il transetto affiancato dal Maestro Oltremontano e dal Maestro della Cattura, opere oggi gravemente compromesse da errori tecnici originari. Nei primi anni novanta del Duecento, le vele e i registri superiori della navata furono affrescati con Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento da maestranze romane e toscane, tra cui spiccano Jacopo Torriti e l'innovativo Maestro di Isacco. L'aspetto esterno del complesso fu definitivamente consacrato nel 1367 con la costruzione della cappella di Santa Caterina.
La visita
Custodita ininterrottamente dai Frati Minori Conventuali, la basilica è Cappella papale e, dal 2006, Basilica papale. L'accesso permette di esplorare la tomba nella cripta e la luminosa navata superiore, spazi storici in cui nel XIII secolo san Bonaventura da Bagnoregio tenne sedici sermoni, seguito nel secolo successivo dalle predicazioni di san Bernardino da Siena. Il complesso, che comprende il Sacro Convento dove abitò san Giuseppe da Copertino nel Seicento, porta i segni di una storia complessa: il tesoro fu saccheggiato nel 1320 da Muzio di Francesco, nel 1492 dai Baglioni, nel 1497 da Jacopo Fiumi e a fine Settecento dalle truppe francesi. Dopo le soppressioni ottocentesche, l'edificio è tornato in possesso della Chiesa nel 1927 ed è stato proclamato Santuario nazionale nel 1939.
Il consiglio della redazione
Osservate attentamente il netto contrasto architettonico della Basilica Superiore: i pesanti contrafforti e i pilastri esterni di stampo romanico furono progettati specificamente per contenere le formidabili spinte strutturali delle volte a crociera gotiche visibili all'interno.