Cosa vedere
L'aspetto attuale dell'edificio è il risultato di secoli di pesanti rimaneggiamenti, dovuti in gran parte ai danni causati dai terremoti del 1783 e del 1905. Della struttura altomedievale si conserva poco. La pianta originaria era costituita da un vano quadrato centrale cinto da un deambulatorio voltato; su di essa è stata successivamente innestata una struttura basilicale a tre navate coperte con volte a botte. Questa sovrapposizione ha generato un'architettura irregolare, in cui le antiche porzioni in tufo del peribolo formano oggi un'insolita quarta navata. Lungo queste pareti si possono osservare frammenti di antiche lapidi sepolcrali murate. L'esterno mostra gli interventi post-1905: il portico preesistente è stato reso simmetrico, la torre campanaria è stata collocata in asse al centro della facciata e sono stati aggiunti i pinnacoli decorativi terminali. Per raggiungere l'ingresso si percorre una scalinata realizzata intorno al 1810. All'interno, la nicchia dell'altare maggiore custodisce un gruppo scultoreo settecentesco in materiali misti raffigurante la Sacra Famiglia.
La visita
La storia del santuario è legata a un'antica leggenda risalente al periodo dell'iconoclastia. Si narra che una statua in legno della Vergine, giunta dall'Oriente, fosse troppo grande per la grotta naturale scelta dal vescovo e dal sindaco per ospitarla; il falegname incaricato di segarle le gambe rimase paralizzato, mentre i due committenti morirono all'istante. Da allora, e fino a pochi decenni fa, la grotta è stata meta di pellegrinaggio per gli ammalati. Oggi, il momento culminante della devozione locale coincide con il giorno dell'Assunzione: il gruppo scultoreo settecentesco della Sacra Famiglia viene portato in processione sul mare a bordo di un peschereccio addobbato, navigando da Zambrone fino a Capo Vaticano seguito da un corteo di imbarcazioni.
Il consiglio della redazione
Durante la visita alle navate, prestate particolare attenzione alla cosiddetta quarta navata in tufo: è l'unico punto in cui è possibile percepire chiaramente la fisionomia dell'antico peribolo bizantino, leggendo nei frammenti delle lapidi sepolcrali l'originaria funzione del sito prima dei rifacimenti di epoca moderna.