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Bronzi di Riace – Museo Archeologico

📍 Reggio di Calabria, Calabria · 90/100

Il 16 agosto 1972 Stefano Mariottini stava pescando in apnea a 230 metri dalla costa di Riace Marina quando, a otto metri di profondità, vide un braccio spuntare dalla sabbia. Erano due guerrieri di bronzo, fusi in Grecia intorno al 460 e al 430 a.C. e arrivati fino a noi interi: i grandi bronzi greci di età classica rimasti integri si contano sulle dita di una mano. Il centro subacquei dei Carabinieri li portò a riva con un pallone gonfiato con l'aria delle bombole, la statua B il 21 agosto e la statua A il giorno dopo.

Cosa vedere

Le due figure misurano 198 e 197 centimetri e non sono di solo bronzo: argento per i denti del guerriero A e per le ciglia di entrambi, avorio e calcare per il bianco degli occhi, rame per le labbra e per i capezzoli. Il guerriero B porta sotto l'elmo corinzio una cuffia di cuoio, la kynê; il suo braccio destro e l'avambraccio sinistro vengono da una fusione diversa e furono saldati più tardi, ancora nell'antichità, per rimediare a un danno subito quando la statua era già esposta.

Sull'autore non c'è accordo e nessuna attribuzione regge da sola: fra le letture ancora discusse c'è quella che riconosce nella coppia Polinice ed Eteocle e chiama in causa Pitagora di Reggio. Dopo il recupero le statue passarono cinque anni nel centro di restauro di Firenze, dove le radiografie mostrarono i rifacimenti antichi e lo spessore sottile del metallo; sono tornate qui nel dicembre 2013, dopo l'ultimo intervento a Palazzo Campanella. Il resto del museo non è un contorno: i pinakes di Locri Epizefiri, il gruppo marmoreo dei Dioscuri, il Kouros di Reggio e le due teste di bronzo di Porticello, quella del Filosofo e quella detta di Basilea.

La visita

Il museo occupa il Palazzo Piacentini di piazza De Nava, costruito su progetto di Marcello Piacentini fra il 1932 e il 1941 e riaperto per intero il 30 aprile 2016 dopo anni di cantiere. Il percorso si sviluppa su quattro livelli e i Bronzi stanno alla fine, in una sala a clima controllato: umidità fra il 40 e il 50 per cento, temperatura fra 21 e 23 gradi. Si entra a piccoli gruppi attraverso una sala filtro, con qualche minuto di attesa davanti alle porte a vetri. Il museo è chiuso il lunedì e per vedere tutto senza correre servono almeno due ore.

Il consiglio della redazione

Non corriamo alla sala dei Bronzi appena entrati: il percorso è costruito per arrivarci alla fine, e i pinakes di Locri raccontano il mondo da cui quei due guerrieri vengono. Una volta dentro, prendiamoci il tempo di girare intorno a entrambe le statue: la schiena del guerriero A, con la muscolatura lavorata, è il lato che quasi nessuno guarda ed è il migliore. All'uscita, se è tardo pomeriggio, scendiamo al lungomare Falcomatà: lo Stretto e la costa siciliana chiudono la giornata meglio di qualsiasi souvenir.

Cosa fare qui: tour, biglietti ed esperienze

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