⛪ Chiese e santuari

chiesa di San Francesco di Paola

📍 Milazzo, Sicilia · 47/100

Fu San Francesco di Paola a edificarla di persona, durante il soggiorno milazzese tra il 1464 e il 1467: è l'unico santuario della Sicilia intitolato alla sua figura, mentre tutti gli altri luoghi di culto isolani sono semplici chiese a lui dedicate. Il complesso, con l'annesso convento dell'Ordine dei Minimi, sorge sul colle San Biagio, sulle rovine di una chiesetta dedicata a san Biagio dei Ragusei. Nacque come tempio di Gesù e Maria e prese il nome del fondatore solo dopo la sua canonizzazione, il 1º maggio 1519.

Cosa vedere

La facciata a tribuna si sviluppa su due ordini, racchiusa da due grandiose paraste con capitelli corinzi e pinnacoli. Al primo ordine il portone, delimitato da colonne ioniche, è affiancato da due finestre ovali con cornici in pietra sormontate da stemmi coronati; al secondo si apre la loggia-balcone centrale. In alto una stele in conci curvilinei reca un tondo a raggiera con il motto «CHARITAS», chiuso da un timpano triangolare e dalla croce. All'interno, l'altare maggiore in marmi policromi è opera di Giacomo Amato e Gianfranco Arena, commissionato dal barone Paolo Lucifero nel 1751; ai lati le allegorie della Fede e della Speranza, e la nicchia con l'effigie del Santo scolpita da Gaetano Recupero nel 1916. Il simulacro ligneo di San Francesco è attribuito a Filippo Quattrocchi. Gran parte degli affreschi originali andò distrutta nell'incendio del 10 maggio 1908 e nel terremoto di Messina del 28 dicembre dello stesso anno: il ciclo attuale, con la «Gloria di San Francesco di Paola» sulla volta e gli incontri con Ferrante d'Aragona e con papa Sisto IV, fu ridipinto da Raffaele e Vincenzo Severino tra il 1910 e il 1915.

La visita

Nel presbiterio, la calotta absidale ospita l'affresco della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, dipinto da Vincenzo Severino nel 1914; ai lati due tondi settecenteschi raffigurano i beati Nicola Saggio da Longobardi e Gaspare de Bono. Lungo le pareti corre un coro in noce di quattordici stalli, realizzato tra il 1759 e il 1760. All'esterno, dove un tempo si apriva l'ingresso occidentale, una maiolica colorata raffigura il Santo: segno del ribaltamento dell'asse della chiesa, ruotato all'inizio del Seicento durante i restauri seguiti ai terremoti del 1613 e del 1638.

Il consiglio della redazione

Salite fino al colle San Biagio e osservate la facciata da lontano, prima di entrare: è uno dei prospetti barocchi più scenografici di Milazzo, e la conchiglia scolpita — simbolo del pellegrinaggio — vale una sosta a naso in su. Dentro, cercate il motto «CHARITAS» e ricordate che quasi nulla degli affreschi originali è sopravvissuto al 1908: ciò che ammirate è il paziente lavoro dei Severino.

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