⛪ Chiese e santuari

Duomo di Amalfi

📍 Amalfi, Campania · 87/100

Fusa a Costantinopoli prima del 1066 e firmata da Simeone di Siria, la porta in bronzo del Duomo di Amalfi è la più antica di manifattura post-romana in Italia. Questo ingresso monumentale introduce alla cattedrale di Sant'Andrea, monumento nazionale e sede dell'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni. Il complesso fu fatto erigere dal duca Mansone I a partire dal 987 accanto a una preesistente chiesa del IX secolo (l'attuale Basilica del Crocifisso). I due edifici a tre navate vennero fusi nel XII secolo in un'unica grande struttura romanica a sei navate, poi ridotte a cinque nel 1266, quando la navata sinistra dell'edificio più antico fu abbattuta per fare spazio al chiostro del Paradiso.

Cosa vedere

L'esterno attuale è il risultato di un radicale intervento ottocentesco. Il 24 dicembre 1861, un forte vento fece crollare parte del coronamento della facciata sull'atrio sottostante. Il sindaco Salvatore Amatruda sfruttò il danno, in realtà lieve, per far cancellare le stratificazioni barocche settecentesche realizzate da Arcangelo Guglielmelli. Su progetto di Errico Alvino, completato nel 1891, la facciata fu ricostruita in stile neomoresco con influssi neogotici, marmi a strisce e un timpano decorato dal mosaico "Il trionfo di Cristo" di Domenico Morelli e Paolo Vetri. Sessantadue ampi e ripidi gradini conducono al portico dalle delicate bifore arabeggianti. Sulla sinistra si innalza il campanile romanico, edificato tra il 1108 e il 1276 e usato storicamente per scopi difensivi; presenta slanciate bifore e trifore, ed è coronato da un cupolino circondato da quattro torrette a pianta circolare, decorato da smaltature maiolicate verdi e gialle ad archi intrecciati.

L'interno a pianta basilicale con transetto e abside, rivestito da marmi commessi, fu rimaneggiato in forme barocche. Il soffitto a cassettoni risale al 1702 ed è decorato con opere come il "Miracolo della Manna" di Andrea dell'Asta del 1710. L'altare maggiore è ricavato dal sarcofago del cardinale Pietro Capuano (morto nel 1214) ed è sormontato da una grande tela della Crocifissione di sant'Andrea, affiancata da un arco trionfale retto da due colonne in granito egiziano. Spiccano inoltre due colonne tortili e due pulpiti provenienti da un ambone del XII secolo. Nelle cappelle gotiche e rinascimentali si conservano il gruppo ligneo dell'Apparizione di san Michele Arcangelo a san Fedele, una statua reliquiaria cinquecentesca del patrono e, nella Cappella della Riconciliazione, la reliquia del capo di sant'Andrea. La musica è affidata a un organo a canne Mascioni opus 835 da 40 registri. La cripta, terminata nel 1208, ospita affreschi sull'arrivo del corpo del santo, un Sant'Andrea in bronzo di Michelangelo Naccherino, un San Lorenzo in marmo di Pietro Bernini e un Santo Stefano di uno scultore locale.

La visita

Il complesso è da secoli il fulcro della devozione per sant'Andrea, le cui spoglie furono traslate qui da Costantinopoli nel 1206, durante la Quarta Crociata. Nel 1218 san Francesco d'Assisi giunse ad Amalfi per venerare queste reliquie, rimanendovi due anni e fondando il convento di Santa Maria degli Angeli, poi dedicato a Sant'Antonio. Ancora oggi, due volte l'anno durante specifiche celebrazioni, dalla tomba del santo nella cripta trasuda un liquido denso noto come "manna", che viene raccolto in un'ampolla di vetro per i fedeli.

Il consiglio della redazione

Esplorando la navata, prestate attenzione ai massicci pilastri settecenteschi: all'interno di uno di essi è stata lasciata a vista un'antica colonna nascosta, preziosa testimonianza della struttura romanica originaria. Prima di uscire, cercate a destra della porta posteriore un insolito crocifisso in madreperla, portato in Italia direttamente dalla Terra Santa.

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