Nel 1880, il compositore tedesco Richard Wagner trovò in questi spazi l'ispirazione perfetta per il giardino incantato di Klingsor, nel secondo atto del Parsifal. Situata nella piazza del Vescovado di Ravello, esattamente di fronte al Duomo, Villa Rufolo è un complesso monumentale le cui origini risalgono al XIII secolo. La tenuta appartenne inizialmente alla potente famiglia di mercanti Rufolo, la cui egemonia economica fu immortalata da Giovanni Boccaccio in una novella del Decamerone dedicata a Landolfo Rufolo. Dopo essere passata per successione alle famiglie Confalone, Muscettola e d'Afflitto, la dimora fu acquistata a metà Ottocento dal lord scozzese Francis Nevile Reid. L'esperto d'arte e botanica curò un radicale restauro che le conferì l'attuale assetto, allineato alle tradizioni paesaggistiche europee. Successivamente gestita dall'Ente Provinciale per il Turismo di Salerno dal 1974 al 2007, la villa è oggi affidata alla tutela della Fondazione Ravello.
Cosa vedere
L'accesso alla villa avviene attraverso un'apertura ogivale nella Torre d'ingresso, una struttura medioevale che custodisce quattro statue simboleggianti la Carità e l'Ospitalità. Superato un breve viale si giunge a uno slargo dominato dalla Torre Maggiore. Alta circa 30 metri e rivolta verso il campanile del duomo, questa imponente architettura ha rappresentato per secoli il manifesto della potenza sociale dei Rufolo. Il cuore del complesso è un mirabile esempio di stile arabo-normanno, chiaramente leggibile nel Chiostro sopraelevato: qui spicca un doppio ordine di colonne arricchito da decorazioni arabo-sicule. Storici dell'arte come Adolf Goldschmid e il professor Koenig hanno riscontrato precise affinità stilistiche tra la sala delle udienze della villa e i castelli siciliani della Fawara a Palermo e di Caronia, suggerendo che i nuclei più antichi possano risalire persino al XII secolo. L'edificio principale ospita inoltre una Cappella con volta a botte e le Sale superiori, ambienti recentemente restaurati che affacciano sui giardini e accolgono mostre. All'esterno, i terrazzamenti superiore e inferiore si sviluppano a strapiombo sul golfo di Salerno e sulla Costiera Amalfitana, caratterizzati da aiuole fiorite per gran parte dell'anno.
La visita
Il percorso di visita si snoda tra i giardini, gli spazi del chiostro e alcune sale interne che compongono un piccolo museo. Dal 2017, grazie a un vasto intervento di recupero, la Torre Maggiore è aperta al pubblico: affrontando un'ascesa di circa 100 gradini si esplora il Museo verticale di Villa Rufolo e si raggiunge un belvedere che domina il centro storico e la costa. Il giardino inferiore è inoltre lo scenario che ha consacrato Ravello come "Città della Musica". Dopo le esibizioni negli anni Trenta dell'Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, nel 1953 Girolamo Bottiglieri e Paolo Caruso fondarono qui i "Concerti Wagneriani nei Giardini di Klingsor" per commemorare i 70 anni dalla morte di Wagner. Dal 2003, questo appuntamento musicale è divenuto celebre come Ravello Festival.
Il consiglio della redazione
Soffermatevi all'interno della Torre d'ingresso prima di procedere verso i giardini: le quattro statue medievali della Carità e dell'Ospitalità sono un dettaglio spesso trascurato, ma forniscono l'introduzione storica più autentica ai valori e al prestigio della famiglia mercantile che fondò il complesso.