Cosa vedere
L'impianto urbano segue le direttrici del periodo sannita, conformi allo schema di Ippodamo. Il percorso incrocia imponenti edifici pubblici e religiosi, eretti prevalentemente a partire dal II secolo a.C.: il Foro, la Basilica, il Comizio, le Terme Stabiane, il Teatro Grande e i templi dedicati a Giove, Iside e Apollo, quest'ultimo di origine etrusca. Nel Foro Triangolare si erge un antico tempio dorico di matrice greca. Le mura esterne e gli interni delle case recano ancora graffiti in latino volgare. L'area suburbana, al di fuori della cinta muraria, conserva le ville d'otium. La Villa dei Misteri, costruita nel II secolo a.C. nei pressi di Porta Ercolano, si distingue per il suo triclinio affrescato con la tecnica della megalographia: figure a grandezza naturale che illustrano uno spettacolo di mimi, riti misterici o preparativi nuziali. Poco distante si trova la Villa di Diomede, scavata tra il 1771 e il 1774, dotata di un quartiere termale e di un triclinio vista mare; nel suo livello inferiore, un criptoportico fungeva da cantina, ed è qui che furono rinvenuti numerosi corpi e cospicue somme di denaro. Presso Porta Marina sorge la Villa Imperiale, edificata alla fine del I secolo a.C.: è preceduta da un portico di 90 metri ricco di edicole e ospita il triclinio più grande di Pompei, decorato con cicli pittorici in terzo e quarto stile.
La visita
Le indagini iniziarono nel 1748 per volere di Carlo III di Borbone, sotto la direzione di Roque Joaquín de Alcubierre. Fu poi Maria Carolina, con l'ingegnere Francesco La Vega, a decidere di lasciare le rovine a vista anziché riseppellirle. Dopo l'Unità d'Italia, Giuseppe Fiorelli riorganizzò gli scavi dividendo l'area in regiones e insulae e, nel 1863, introdusse la tecnica dei calchi in gesso per immortalare i corpi delle vittime nei loro ultimi istanti di vita. Oggi il sito è gestito dal Parco Archeologico di Pompei. La maggior parte dei reperti mobili recuperati, tra cui statue, suppellettili e affreschi originali, è stata trasferita al museo archeologico nazionale di Napoli, mentre una selezione minore è conservata nell'Antiquarium di Pompei.
Il consiglio della redazione
Osservate con attenzione le mura in pietra calcarea del Sarno in prossimità di Porta Ercolano: le fortificazioni portano ancora i segni dei proiettili d'artiglieria scagliati durante l'assedio del generale romano Silla nell'89 a.C., nel contesto delle guerre sociali.