🌿 Giardini e terme

Villa Cimbrone e Terrazza dell'Infinito

📍 Ravello, Campania · 87/100

Nel 1904 il banchiere britannico Ernest William Beckett acquistò un possedimento in rovina sull'antico promontorio roccioso di Cimbrogno, a Ravello, trasformandolo nel ritiro prediletto di figure come Virginia Woolf, Winston Churchill e Greta Garbo. Le origini della tenuta risalgono almeno all'XI secolo, quando era proprietà dei patrizi Acconciajoco, per poi passare ai Fusco (documentati nel 1291 come proprietari della chiesa locale di S. Angelo de Cimbrone) e al vicino monastero di Santa Chiara. Dopo un periodo di declino, nella seconda metà dell'Ottocento passò alla famiglia Amici di Atrani. Visitata nel 1861 dallo storico Ferdinand Gregorovius, la villa fu poi rivoluzionata da Beckett con l'aiuto di Nicola Mansi, un singolare sarto-barbiere-costruttore del luogo. Negli anni Settanta la proprietà è stata ceduta alla famiglia Vuilleumier e negli anni Novanta ha subìto un restauro curato da Giuseppe Del Pizzo e da Alberto e Giovanna White. Oggi l'edificio principale ospita un albergo a cinque stelle.

Cosa vedere

Poco rimane della struttura originaria: l'attuale architettura è un mosaico di elementi di recupero provenienti da diverse parti d'Italia e dall'estero, uniti in uno stile che fonde suggestioni neogotiche, moresche e veneziane. Sull'antico portale d'ingresso è ancora visibile lo stemma papale del cardinale Della Rovere. Il vasto parco media tra il selvaggio stile botanico all'inglese e la precisione del giardino all'italiana, un compromesso suggerito anche dalla scrittrice Vita Sackville-West. Passeggiando si incontrano fontane, grotte, chiostri, merlature e piccoli padiglioni. La figlia di Beckett, Lucy, vi coltivò un'importante collezione botanica, creando negli anni Trenta la varietà "Rose of Ravello". Alla base del Tempio di Bacco riposano le ceneri dello stesso Ernest Beckett, deceduto a Londra nel 1917, onorate da un'iscrizione di Catullo sul fregio. Il culmine della tenuta è la Terrazza dell'Infinito, un belvedere a strapiombo sul Golfo di Salerno, incorniciato da una serie di busti marmorei che Gregorovius definì "orribili" da vicino ma dotati di un certo fascino da lontano. Il parco ospitò il circolo di Bloomsbury, D.H. Lawrence, T.S. Eliot e Henry Moore; una targa del 1938 ricorda inoltre i soggiorni dell'attrice Greta Garbo e del direttore d'orchestra Leopold Stokowski.

La visita

Il complesso si trova in un'area pedonale ed è raggiungibile esclusivamente percorrendo una stradina panoramica intervallata da scale. Mentre l'albergo è riservato agli ospiti e include una pista di decollo e atterraggio per elicotteri, i giardini sono aperti al pubblico tutto l'anno a pagamento. I viali e il belvedere offrono le stesse prospettive che fecero da sfondo al film del 1953 "Il tesoro dell'Africa" (Beat the Devil) di John Huston, con Humphrey Bogart e Jennifer Jones, e più recentemente a "Tenet" (2020) di Christopher Nolan.

Il consiglio della redazione

Seguite il parere dello scrittore americano Gore Vidal, che dal 1972 al 2004 visse nella vicina tenuta de La Rondinaia (costruita proprio da Lucy Beckett). Nel 1976 affermò che il momento migliore per affacciarsi dal belvedere è una limpida giornata invernale, quando il colore del cielo e quello del mare diventano di un azzurro così intenso da rendere impossibile distinguerli l'uno dall'altro.

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