Sotto il sagrato della chiesa che chiude la baia verso l'alto, a pochi metri dalla riva, si cammina dentro una stanza affrescata di età imperiale: è quel che resta della villa romana che occupava questa spiaggia già nel I secolo a.C. Gli scavi sistematici sono cominciati nel 2003 e il sito ha aperto al pubblico il 18 luglio 2018 con il nome di MAR. Le pareti dipinte sono l'unico esempio di pittura parietale in una villa romana di tutta la costiera: chi prende il sole qui lo fa dove si prendeva il sole duemila anni fa.
Cosa vedere
La Spiaggia Grande è la più ampia di Positano e l'unica, insieme a Fornillo, che si raggiunga dal paese senza barca: le scalinate che scendono dai quartieri alti arrivano tutte quaggiù, sul fondo dell'imbuto. Verso ponente l'arenile finisce contro la Torre Trasìta, costruzione circolare piantata fra la Marina Grande e la spiaggia di Fornillo, che faceva da torre di sbarramento contro le incursioni dal mare. Sulla stessa costa la Torre della Sponda, la più antica delle tre, conserva la forma cilindrica originaria ed è databile al XIII secolo.
Sopra la spiaggia, la cupola maiolicata della collegiata di Santa Maria Assunta è il profilo che si riconosce in ogni fotografia. All'interno c'è l'icona bizantina della Madonna Nera, che la tradizione lega al nome del paese: i marinai che la portavano per mare, sorpresi dalla tempesta davanti a questa baia, avrebbero sentito una voce ripetere «posa, posa», e appena sbarcata l'icona il mare si calmò. Il campanile fu rifatto nel 1707; sopra il portale una lapide del 1902 ricorda Flavio Gioia, il positanese a cui si attribuisce l'invenzione della bussola.
La visita
Si arriva a piedi e in discesa: la strada statale SS163 corre in alto, e da lì scendono le rampe e i gradini che attraversano il paese fino alla riva. Gli autobus SITA collegano Positano ad Amalfi e a Sorrento; gli aeroporti di riferimento sono Napoli Capodichino e Salerno. In fondo all'arenile, sul lato di levante, c'è il pontile dei traghetti: partono i collegamenti per Amalfi, Capri, Sorrento, Ischia e Salerno, e d'estate il mare è quasi sempre più rapido della strada. Fornillo si raggiunge camminando; La Porta, Arienzo e San Pietro Laurito quasi solo in barca. Mezza giornata basta, ma la risalita va messa nel conto.
Il consiglio della redazione
Compriamo un biglietto per la prima corsa del mattino, anche solo fino ad Amalfi: dalla sabbia il paese non si vede intero, e appena la barca esce dalla baia le case in fila sul pendio si aprono come una gradinata. Al ritorno si scende di nuovo a piedi, che è il modo giusto di prendere le misure a una città verticale. E per l'attesa al pontile: John Steinbeck scrisse di questa baia nel maggio 1953 su Harper's Bazaar, «Positano Bites Deep», e sosteneva che il posto diventa reale solo quando te ne sei andato.


