🏛️ Piazze e centri storici

Rione Monti

📍 Alberobello, Puglia · 88/100

Primo rione di Roma, indicato con la sigla R. I, Monti deve il suo nome a un'estensione medievale che inglobava ben tre dei sette colli storici: l'Esquilino, il Viminale e porzioni del Quirinale e del Celio. Lo stemma araldico riflette fedelmente questa topografia con tre monti verdi su campo argento. Nell'antichità il territorio era densamente popolato e diviso da rigide barriere sociali: la parte alta ospitava le domus signorili lungo il Vicus patricius (oggi via Urbana), mentre la parte bassa e paludosa, drenata dalla Cloaca Massima intorno alla via dell'Argiletum (il cui nome derivava dal fango delle acque pluviali), formava la Suburra. Questo quartiere plebeo, fitto di lupanari e locande malfamate, era separato dai Fori Imperiali da un colossale muro frangifuoco in pietra gabina, eretto per proteggere i monumenti dai frequenti incendi. Nel Medioevo, con il danneggiamento degli acquedotti e la difficoltà di pompare acqua in collina, la popolazione si trasferì nel Campo Marzio. Monti divenne una distesa di vigne e orti, abitata dai fieri "monticiani", noti per un dialetto proprio e per i cruenti scontri trecenteschi con i rivali di Trastevere, e percorsa dai pellegrini che lungo via Merulana si spostavano tra le basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

Cosa vedere

Il patrimonio archeologico del rione è immenso e comprende il Colosseo, la Domus Aurea di Nerone, le Terme di Traiano e di Tito, il Ludus Magnus (la palestra dei gladiatori) e il complesso dei Fori Imperiali di Augusto, Cesare, Nerva e Traiano, affiancati dai Mercati Traianei e dal Tempio di Iside e Serapide. Le architetture religiose spaziano dalle due basiliche papali fino a capolavori come San Clemente, San Pietro in Vincoli, Santo Stefano Rotondo, Santa Prassede e San Carlo alle Quattro Fontane. Lo skyline è punteggiato da massicce torri medievali, tra cui la Torre delle Milizie, la Torre dei Conti, la Torre dei Capocci e quella degli Annibaldi. L'edilizia civile documenta l'evoluzione di Roma nei secoli: si va dal seicentesco Palazzo Pallavicini Rospigliosi e dal Palazzo della Consulta (1732-37), fino ai grandi interventi post-unitari. Tra questi figurano Palazzo Koch (1882) progettato da Gaetano Koch per la Banca d'Italia, il Palazzo delle Esposizioni (1886-92), Palazzo Brancaccio (1886-1912) di Luca Carimini e il Palazzo del Viminale (1911-25) opera di Manfredo Manfredi.

La visita

Oggi il rione presenta una complessa stratificazione urbanistica, segnata profondamente dagli sventramenti fascisti che, tra il 1924 e il 1936, distrussero parte della Suburra per aprire via dei Fori Imperiali e portare alla luce i reperti archeologici. L'edilizia del primo quarantennio del Regno d'Italia ha tuttavia risparmiato la zona tra via Nazionale e via Cavour. Passeggiando tra via del Boschetto, via dei Serpenti, via Panisperna e via Baccina si ritrova una Roma ottocentesca fatta di vie strette, botteghe artigiane e trattorie. Il baricentro della vita rionale è la piazzetta della Madonna dei Monti, con l'omonima chiesa e la Fontana dei Catecumeni. L'offerta culturale è capillare, affiancando alle grandi aree archeologiche aperte al pubblico collezioni specifiche come il Museo tipologico internazionale del presepio Angelo Stefanucci (nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta), il Museo della Banconota, il Museo storico della fisica "Enrico Fermi" e lo Spazio Field in via Merulana.

Il consiglio della redazione

Per comprendere appieno l'antica divisione urbana di Roma, osservate il grande muro in pietra gabina che fa da quinta architettonica al Foro di Augusto. È la testimonianza tangibile della netta cesura voluta in epoca romana per isolare i fasti e l'ordine dei Fori dal caos e dai frequenti incendi che divoravano le insulae in legno della plebea Suburra.

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