Misilmeri

Provincia: Palermo · Regione: Sicilia · Abitanti: 27.570 · CAP: 90036

Il nome viene dall'arabo Manzil al-Amir, il luogo di riposo dell'emiro, e un emiro ci fu davvero, col suo castello di cui restano le rovine. Ma la data che conta è il 1068: qui i normanni batterono le truppe arabe in una battaglia decisiva, che dissolse le autorità musulmane dell'isola e aprì la strada alla presa di Palermo, quattro anni più tardi. La Misilmeri di oggi, però, è molto più recente: la rifondò nel Cinquecento il barone Francesco Del Bosco, che ne fece un cantiere, aprì la strada d'accesso al castello e tirò su la chiesa madre.

Due cose sono successe qui che il paese non ha dimenticato. Nel 1692 il botanico Francesco Cupani vi fondò quello che era allora il più grande orto botanico d'Europa, e lo fece con uno scopo che all'epoca pareva strano: coltivare erbe e piante per alleviare le sofferenze dei poveri di Misilmeri. Quando nacque l'orto botanico di Palermo più di duemila piante partirono da qui; del Giardino Grande oggi non resta nulla, solo una lapide. E nel 1860, prima che i Mille entrassero a Palermo, Garibaldi con Nino Bixio e Giuseppe La Masa mise insieme in questo paese il primo comitato pronto a governare l'Italia: la piazza principale si chiama ancora Comitato 1860, e fu sulle colline qui sopra che Garibaldi disse a Bixio «Nino, domani a Palermo!». Misilmeri è anche il paese di Rocco Chinnici, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1983, a cui la città dedica ogni anno un premio per l'educazione alla legalità.

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🎉 Feste e sagre a Misilmeri 1

Festa patronale Tra 318 giorni

San Giusto, patrono del villaggio dell'Emiro

📅 Ogni anno, l'ultima domenica di agosto

Misilmeri festeggia san Giusto l'ultima domenica di agosto con la «Dimostranza», un corteo di un centinaio di figuranti che rievoca la vita del santo; il paese prende nome dal castello fatto costruire dall'emiro Giafar II intorno all'anno Mille.

🍝 I sapori di Misilmeri

Tutto quello che si mangia a Misilmeri →

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Sfincione

Pasta di pane alta e soffice, pomodoro, cipolla, acciughe, origano e caciocavallo: lo sfincione è la focaccia di Palermo, tagliata a quadrotti.

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Arancina

Riso allo zafferano, ragù con i piselli e caciocavallo, chiusi in una crosta dorata. A Palermo è femmina e tonda, a Catania è arancino e a punta: la lite è seria.

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