Dietro una facciata austera, San Domenico — chiesa madre dei domenicani a Modica, nota anche come Santa Maria del Rosario — nasconde più di una sorpresa. Fondata nel 1461 con l'annesso convento, la chiesa fu abbattuta dal terremoto del 1613 e ricostruita nel 1678, resistendo poi al più terribile sisma del 1693. Il convento accanto fu per secoli sede del Tribunale dell'Inquisizione, e dal 1869 ospita il Palazzo Municipale della città.
Cosa vedere
La facciata racconta due epoche: il primo ordine porta incisa la data 1678, il secondo è settecentesco. Quattro nicchie custodiscono le statue in pietra dei grandi domenicani — San Domenico di Guzmán con il cagnolino che regge la fiaccola, San Pietro di Verona, San Tommaso d'Aquino e San Vincenzo Ferreri — mentre sul portale campeggia un grande stemma dell'ordine. All'interno, a navata unica con volta a botte, gli stucchi barocchi sono opera di Giuseppe Gianforma; l'altare maggiore, in marmo di gusto rococò, è del catanese Privitera e accoglie il gruppo della Beata Vergine del Rosario. Tra le tele spicca l'Apparizione di San Domenico di Matteo Reati, intorno al 1640.
La visita
La vera scoperta è sotto i tuoi piedi: dall'atrio si scende in una cripta ritrovata nel 1972 dallo storico modicano Giovanni Modica Scala, con ventidue loculi che accoglievano le sepolture dei frati e ambienti decorati da teschi e simboli. Un ambiente attiguo faceva da ossario.
Il consiglio della redazione
Non fermarti alla chiesa: chiedi di vedere la cripta, la parte più sorprendente e meno nota del complesso. E ricorda che stai entrando anche nel municipio di Modica — pochi comuni al mondo hanno il loro palazzo comunale dentro un convento domenicano del Quattrocento.