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Teatro Antico di Taormina

📍 Taormina, Sicilia · 90/100

Nel 1787 Goethe salì fin quassù e restò senza parole davanti a ciò che si apre dalla cavea: il mare Ionio da una parte, l'Etna dall'altra. È una veduta che il pubblico antico non ha mai avuto, perché il muro di scena in muratura la chiudeva per intero. Il teatro nacque greco nel III secolo a.C. e fu rifatto dai romani, che nella prima metà del II secolo d.C. gli diedero la forma che vediamo oggi: 109 metri di diametro massimo, un'orchestra di 35 metri, spazio per circa 10.000 spettatori. Dopo quello di Siracusa è il più grande teatro antico della Sicilia.

Cosa vedere

La cavea è scavata nella roccia della collina e si apre a ventaglio in nove settori, separati da otto scale di risalita. In alto la chiude una doppia galleria ad archi, sostenuta all'esterno da pilastri semplici e all'interno da colonne di marmo: quel corridoio alto sta una ventina di metri sopra l'orchestra e vale la salita. Del fronte scenico romano resta il muro di fondo, aperto nel mezzo, con alcune colonne di marmo coricate ai suoi piedi: bastano a far capire quanto fosse alto l'alzato originale e quanto poco somigliasse alla quinta panoramica che tutti fotografano adesso.

Del teatro greco si vede meno, ma c'è: il muro a blocchi isodomi inglobato nell'edificio della scena, tre sedili della cavea con l'iscrizione ancora leggibile, il basamento del piccolo edificio sacro in cima alla gradinata. Poi ci sono le cicatrici dell'ultima vita antica del monumento, quando l'orchestra fu trasformata in arena per le venationes, le lotte fra gladiatori e belve: le gradinate più basse lasciarono il posto a un corridoio coperto a volta e al centro dello spiazzo si aprì un ipogeo, da cui le macchine facevano salire gli effetti di scena. In epoca tardoantica arrivò il portico dietro la scena; nel Medioevo l'edificio scenico e le due turris scalae furono murati e trasformati in un palazzo privato.

La visita

Il teatro sta in cima al paese, in fondo a via Teatro Greco, cinque minuti a piedi dal Corso Umberto; l'ingresso è a pagamento e la biglietteria si trova all'imbocco del vialetto. Per il giro completo, salita alla galleria alta compresa, contate fra i quaranta minuti e l'ora. Da aprile a settembre la cavea è anche un palcoscenico: dal 1983 ospita Taormina Arte e il Taormina Film Fest, e nei giorni di montaggio dei palchi una parte del muro di scena sparisce dietro le strutture. La capienza agibile per gli spettacoli è di 4.500 posti a sedere, che salgono a 10.000 quando si apre il parterre per i concerti.

Il consiglio della redazione

Noi ci andiamo all'apertura, prima che i gruppi riempiano l'orchestra, e saliamo subito all'ultimo ordine di gradini. Da lassù l'Etna si incastra esattamente nel varco centrale del muro di scena, e la scelta dei romani diventa leggibile: quel varco lo tennero stretto e chiusero tutto il resto, perché a loro interessava la voce degli attori, non il vulcano. Se ci tornate d'estate, un biglietto per un concerto vale la spesa: quando cala il buio la scena resta l'unica cosa illuminata e tutto il resto sparisce.

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