🌿 Giardini e terme

Giardino di Ninfa

📍 Cisterna di Latina, Lazio · 86/100

Nel 1921, Gelasio Caetani iniziò a piantare specie botaniche provenienti dai suoi viaggi tra i ruderi invasi dalla malaria di una città medievale fantasma, ponendo le basi per un monumentale giardino all'inglese. Situato a Cisterna di Latina, nella pianura pontina, il Giardino di Ninfa occupa otto ettari all'interno di un'area naturale protetta di 105 ettari. Il nome del luogo deriva da un tempio di età classica dedicato alle ninfe, eretto su un isolotto del lago e citato già da Plinio il Giovane. Nel Medioevo, Ninfa divenne un ricco centro urbano lungo la via pedemontana, prosperando grazie ai pedaggi imposti quando la via Appia si allagò. Raggiunse l'apice nel 1297, quando Pietro Caetani acquistò il feudo per 200.000 fiorini d'oro, dotandolo di ospedali, mulini e di una cinta muraria di 1.400 metri. La fine fu brutale: nel 1381, a seguito di un conflitto scaturito dallo scisma papale tra Urbano VI e la famiglia Caetani, le città vicine rasero al suolo Ninfa a colpi di piccone. Dopo un tentativo fallito nel XVI secolo da parte del cardinale Nicolò III Caetani e dell'architetto Francesco Capriani di creare un primo giardino, la rinascita definitiva del Novecento fu guidata da Gelasio, da sua madre Ada Bootle-Wilbraham e, negli anni trenta, da Lelia Caetani, l'ultima erede, che conferì l'attuale struttura romantica e ospitò intellettuali come Boris Pasternak e Gabriele D'Annunzio.

Cosa vedere

L'area unisce l'architettura superstite del XIV secolo a oltre mille varietà di piante, favorite da un microclima umido generato dal fiume Ninfa e dalla rupe di Norma. Spiccano il castello del XII secolo, ampliato nel 1308, e la torre dove nel 1447 Onorato III Caetani fece precipitare i prigionieri durante l'eccidio di Ninfa. Tra la vegetazione emergono i resti di Santa Maria Maggiore, la chiesa del X secolo dove il 20 settembre 1159 fu eletto papa Alessandro III, e della chiesa di San Giovanni dell'XI secolo, che conserva ancora l'abside semicircolare e deboli tracce di affreschi. Sulle mura in pietra si arrampicano innumerevoli rose, tra cui la gialla Rosa hugonis, la 'Complicata', la 'Gloire de Dijon' e la vigorosa Rosa filipes 'Kiftsgate'. Il viale principale è delineato da cipressi, pini dell'Himalaya, banani e lavanda, mentre il giardino roccioso raccoglie iberis, aquilegie e melograni. Lungo il fiume e i ponti, il paesaggio è dominato da clematidi viola (Clematis armandii), ortensie rampicanti, aceri, papiri e un boschetto di bambù importato dalla Cina, con la Magnolia stellata che fiorisce davanti al castello.

La visita

Il sito, gestito dalla Fondazione Roffredo Caetani istituita da Lelia prima della sua morte nel 1977, accoglie circa settantamila turisti all'anno. L'apertura è limitata a periodi prestabiliti da aprile a novembre. L'accesso non è libero: è consentito esclusivamente tramite visite guidate che seguono un percorso rigorosamente tracciato per tutelare l'equilibrio botanico.

Il consiglio della redazione

Prestate particolare attenzione all'ecosistema fluviale. Dal 1976, 1,8 ettari del giardino e 15 ettari di vegetazione autoctona costituiscono un'oasi WWF: nelle acque del fiume Ninfa potrete scorgere la trota macrostigma (Salmo cettii), mentre le fronde ospitano aironi, pavonelle e alzavole, essendo il giardino situato su una rotta migratoria principale tra l'Africa e l'Europa.

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