🌿 Giardini e terme

Villa d'Este

📍 Tivoli, Lazio · 90/100

Nominato governatore di Tivoli il 3 dicembre 1549, il cardinale Ippolito II d'Este, figlio di Lucrezia Borgia e nipote di papa Alessandro VI, trasformò un ex convento benedettino del IX secolo nel più celebre giardino rinascimentale d'Europa. Forte di una rendita annua di 120.000 scudi, il cardinale, già mecenate di Benvenuto Cellini, Palestrina e Torquato Tasso, affidò all'antiquario Pirro Ligorio il progetto di una residenza che superasse l'architettura romana classica. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2001, Villa d'Este è oggi un museo statale situato a Tivoli, vicino a Roma, che rappresenta il vertice assoluto dell'architettura del paesaggio del XVI secolo.

Cosa vedere

La struttura della villa, ideata dall'architetto e ingegnere ferrarese Alberto Galvani, si innalza sopra un impressionante dislivello di oltre 45 metri. I giardini terrazzati sono un capolavoro di ingegneria idraulica: per alimentare il complesso sistema di vasche, cascate, ninfei e giochi d'acqua, fu deviato il corso del fiume Aniene e vennero posati 200 metri di tubature sotterranee che partono da una montagna artificiale sotto la fontana ovale. Lo spazio verde segue rigidi principi estetici rinascimentali ed è diviso in scompartimenti regolari di 30 metri ciascuno, attraversati da un asse mediano longitudinale e cinque assi laterali. Tra le opere idrauliche spicca la fontana del drago, completata in fretta per la visita di papa Gregorio XIII nell'estate del 1572, e due fontane aggiunte tra il 1660 e il 1661 da Gian Lorenzo Bernini su commissione del cardinale Rinaldo I. Gli alberi che oggi ombreggiano i viali furono piantati nel Seicento dal duca Francesco I.

Gli interni della villa, avviati nel 1565 e proseguiti fino al 1572, ospitano un monumentale ciclo di decorazioni. Il pittore principale fu Livio Agresti, affiancato da squadre guidate da Girolamo Muziano, Federico Zuccari, Cesare Nebbia, Durante Alberti e Metteo Neroni. Le sculture furono affidate a Giovan Battista della Porta, Pirrino del Galgliardo, Gillis van den Vliete, Giovanni Malanca e Pierre de la Motte, supportati da ceramisti e mosaicisti.

La visita

L'esplorazione del museo statale permette di percorrere i piani superiori riadattati nel 1572 per accogliere il pontefice, un ricevimento che costò oltre cinquemila scudi e costrinse il cardinale a impegnare i propri argenti. Il percorso nei giardini rivela i segni della complessa storia del sito, dal restauro di Alessandro d'Este nel 1599 alla decadenza settecentesca. Le sculture antiche originali furono vendute ai collezionisti dopo il 1751, e la villa subì i saccheggi dei soldati francesi prima di passare agli Asburgo nel 1796. Il recupero della tenuta si deve al cardinale Gustav von Hohenlohe, che la restaurò tra il 1850 e il 1896. Accanto alla villa è possibile visitare la chiesa adiacente, dove si trova la semplice tomba in cui Ippolito d'Este fu sepolto dopo la sua morte, avvenuta il 2 dicembre 1572.

Il consiglio della redazione

Osservate attentamente i marmi e i materiali lapidei che compongono le grotte e i ninfei originari: Pirro Ligorio, avendo studiato i siti romani della zona, prelevò queste pietre e molte statue direttamente dalle vicine rovine di Villa Adriana, creando un ponte architettonico diretto tra la residenza estiva dell'imperatore Adriano e l'ambizione del cardinale d'Este.

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