La storia di questa chiesa comincia con un prodigio. Il 4 maggio 1615, nella parte bassa di Modica, fu trovata in un roveto una tavoletta di ardesia con la Madonna e il Bambino: secondo il racconto bruciò per tre giorni senza consumarsi, e il popolo volle che proprio lì sorgesse un santuario. La Madonna delle Grazie sarebbe poi diventata, nel 1627, patrona principale della città.
Cosa vedere
I lavori furono affidati all'architetto siracusano Vincenzo Mirabella, che morì nel 1624 prima di vederli finiti: all'interno un mausoleo ne custodisce le spoglie. Del primo Seicento restano il raffinato portale laterale, con le sue decorazioni tardo-rinascimentali sotto il timpano spezzato, e probabilmente la torre campanaria. Il prospetto principale fu invece rifatto dopo il terremoto del 1693 in stile tardo barocco: le robuste colonne binate e sporgenti richiamano da vicino quelle del duomo di San Giorgio, poco più in alto. Sulla volta dell'abside, un dipinto mostra Maria sullo sfondo della città con la scritta Ecce Mothuca Mater Tua.
La visita
Il santuario, elevato a basilica minore nel gennaio 2015, sta nella Modica bassa: una tappa naturale scendendo dai duomi in alto. Vale la pena entrare per cercare il mausoleo del Mirabella e leggere, sull'abside, quella dedica che fa della Madonna la madre di Modica.
Il consiglio della redazione
Confronta la facciata con quella del duomo di San Giorgio: le stesse colonne sporgenti raccontano una stessa scuola di scalpellini barocchi. E se ami i dettagli, fermati sul portale laterale di primo Seicento, la parte più antica e più fine dell'edificio.