Fabriano

Provincia: Ancona · Regione: Marche · Abitanti: 31.020 · CAP: 60044

Il motto latino sullo stemma di Fabriano parla di carta, e non è un vezzo: dal Duecento i mastri cartai di qui perfezionarono la filigrana e la collatura animale, e la città divenne la fornitrice delle cancellerie e degli artisti d'Europa. Nel 1889, all'Esposizione universale di Parigi — quella della torre Eiffel —, le Cartiere Miliani si presero la medaglia d'oro per la qualità dei loro prodotti. E oggi le cartiere fanno ancora la carta degli acquerellisti e delle banconote. Il museo della carta e della filigrana sta in un ex convento domenicano, dove i maestri lavorano al tino sotto gli affreschi che Antonio da Fabriano dipinse guardando al San Marco del Beato Angelico.

La città che ha inventato quella carta ha anche una scuola di pittori — Allegretto Nuzi, e soprattutto Gentile da Fabriano, principe del gotico internazionale — e una piazza fra le più armoniose delle Marche, col palazzo del Podestà e la fontana Sturinalto. Il teatro che porta il nome di Gentile è entrato nel 2026 fra i patrimoni dell'umanità, dentro il sito dei teatri all'italiana dell'Italia centrale. La chiesa di San Benedetto è il tempio più grande d'Italia dedicato al santo dopo quello di Montecassino, e nel territorio del comune, a Val di Castro, morì san Romualdo, che aveva fondato i camaldolesi. Della storia restano anche i conti: dopo l'eccidio dei Chiavelli, nel 1435, la città finì allo Stato Pontificio; al plebiscito dell'Unità votarono per l'Italia duemilatrecentocinquantaquattro fabrianesi e due contro; e nel 1930, ad Albacina, Aristide Merloni aprì una modesta fabbrica di bilance da cui sarebbe venuto fuori un impero degli elettrodomestici. Il salame di Fabriano è il fuoriprogramma che nessuno rifiuta.

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