⛪ Chiese e santuari

chiesa della Circoncisione di Gesù

📍 Caltagirone, Sicilia · 47/100

Sul finire del Cinquecento i Gesuiti scelsero via degli Studi per il loro collegio calatino, e accanto ad esso sorse la chiesa della Circoncisione, che a Caltagirone tutti chiamano semplicemente chiesa del Gesù. I lavori presero avvio nel 1571; nel 1574 li dirigeva l'architetto messinese Andrea Calamech, mentre tra il 1589 e il 1592 vi intervenne Antonuzzo Gagini. Nel 1593 una lapide marmorea consacrò il tempio al nome di Gesù, chiudendo la prima stagione del cantiere.

Cosa vedere

La facciata, rivolta a sud-ovest, si divide in due ordini: quello inferiore è il più antico e sopravvisse al terremoto del Val di Noto del 1693, che atterrò il resto delle fabbriche. Nelle nicchie fra le lesene stavano le statue di otto santi della Compagnia di Gesù, e accanto al portale un cartiglio indica San Francesco Saverio; sulle due volute a ricciolo che raccordano i due ordini si riconoscono San Pietro e San Paolo, e più in alto la Vergine Maria e San Giuseppe. Il portale ha colonne binate con capitelli corinzi su alti plinti, il fusto inferiore lavorato ad arabeschi, e si chiude con un frontone a lunetta e una croce apicale in ferro battuto. Dentro, l'impianto è a croce latina a navata unica con ampie cappelle laterali; nel transetto si vedono gli intagli lapidei di Antonuzzo Gagini. Le cappelle custodiscono opere di rilievo: la Natività attribuita a Polidoro Caldara da Caravaggio, il San Michele Arcangelo di Filippo Paladini e la Pietà con l'apostolo Giacomo dipinta dallo stesso Paladini nel 1607. Nella cappella di Santa Maria Maggiore un apparato ligneo intagliato e dorato incornicia il dipinto mariano e racchiude diciassette piccole urne con reliquie.

La visita

Nel presbiterio, rialzato di un gradino e chiuso da balaustra marmorea, una macchina lignea dorata accoglie sotto un'arcata la tela della Circoncisione di Gesù che dà il nome alla chiesa; accanto, il Crocifisso ligneo del Cinquecento è attribuito a Calogero Cusumano. Sull'ingresso resta la cantoria lignea realizzata nel 1623, con le tribunette laterali e il pulpito. L'edificio porta i segni di una storia difficile: chiuso dopo il terremoto di Messina del 1908 su suggerimento del sindaco Luigi Sturzo e riaperto nel 1910, fu colpito dai bombardamenti americani del 9 luglio 1943, che scardinarono il portone e frantumarono le vetrate. I restauri del 1955-1959 riportarono la chiesa all'inaugurazione del 1960.

Il consiglio della redazione

Non fermatevi al portone, restaurato nel 2018 insieme alla tela «Arbor ordinis» dei Gesuiti: la chiesa va letta come parte dell'intero aggregato del collegio, che dopo la soppressione dell'ordine nel 1767 passò alle teresiane e poi divenne istituto di istruzione. Una passeggiata lungo via degli Studi permette di cogliere il rapporto tra la chiesa e le fabbriche conventuali che le stanno a fianco.

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