Avola

Provincia: Siracusa · Regione: Sicilia · Abitanti: 31.328 · CAP: 96012

Il nome viene da Hybla, e Hybla non è greco: è preellenico, probabilmente sicano, ed era il nome di una dea che adoravano tanto i sicani quanto i siculi, e che i greci finirono per identificare con Afrodite. La città vecchia stava sulle colline iblee, e alla vigilia del 1693 doveva avere almeno seimila abitanti. Poi, il nove e l'undici gennaio di quell'anno, il terremoto che rase al suolo mezza Sicilia orientale — Catania, Siracusa, Augusta — distrusse anche Avola, e i superstiti scesero otto chilometri più giù, in una pianura deserta affacciata sul mare, e la rifondarono lì. Un paese di montagna è diventato una città di mare per via di un terremoto.

La ricostruzione cominciò subito, voluta dal principe Nicolò Pignatelli Aragona, che ne affidò il progetto a padre Angelo Italia, gesuita e architetto: ne uscì una città a pianta centrica e struttura esagonale, un unicum che dalle piazze si legge ancora. Avola ha poi dato il nome a due glorie: il nero d'Avola, il rosso più celebre di Sicilia, e la mandorla pizzuta, che i pasticceri si contendono per i confetti e per la granita; e, meno noto, qui si fa anche il rum. Il due dicembre del 1968 i braccianti di Avola e della provincia bloccarono la statale durante uno sciopero contro le gabbie salariali e il caporalato, e per ottenere una commissione sindacale che controllasse il collocamento: intervennero le forze dell'ordine. Il lungomare di sabbia dorata guarda verso Capo Passero; alle spalle, la riserva di Cavagrande del Cassibile apre canyon e laghetti per chi ama camminare.

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Riso allo zafferano, ragù con i piselli e caciocavallo, chiusi in una crosta dorata a forma di cono: a Catania è maschio e a punta, e con Palermo la lite sul nome è seria.

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