🏺 Siti archeologici

Templi di Paestum

📍 Capaccio Paestum, Campania · 92/100

Tra il 550 e il 450 a.C., i coloni greci innalzarono tre imponenti templi dorici che oggi rappresentano uno degli esempi di architettura arcaica meglio conservati al mondo. Fondata intorno al 600 a.C. da coloni provenienti da Sibari con il nome di Poseidonia, la città visse due secoli di splendore democratico prima di essere conquistata dai Lucani nel 400 a.C., che la ribattezzarono Paistos. Nel 273 a.C. subentrarono i Romani, fondando la colonia latina di Paestum. L'abbandono definitivo nell'Alto Medioevo, causato dalla formazione di paludi, dalle inondazioni e dai cambiamenti nelle rotte commerciali, ha preservato l'area (oggi solo sede vescovile titolare) fino alla sua riscoperta nel Settecento. Oggi l'antica città si trova nel comune campano di Capaccio Paestum, località balneare sul Tirreno, con la stazione ferroviaria situata immediatamente a est delle antiche mura.

Cosa vedere

L'area archeologica scavata copre 25 ettari, mentre i restanti 95 ettari giacciono inesplorati su terreni privati. La città è circondata da 4,75 chilometri di mura poligonali difensive, alte in media 7 metri e spesse fra i 5 e i 7 metri. Lungo il perimetro si contano 24 torri (forse originariamente 28) e le porte in corrispondenza dei punti cardinali: Porta Sirena a est verso le colline, Porta Giustizia a sud, Porta Marina a ovest verso il mare e Porta Aurea a nord, distrutta insieme ad alcune torri dalla costruzione di una strada nel XVIII secolo. Il cuore del sito è dominato dai tre templi in stile dorico arcaico, caratterizzati da possenti colonnati con marcata entasi (un rigonfiamento verso il basso) e ampi capitelli a forma di fungo rovesciato. Il Primo Tempio di Hera (550 a.C.), il più a sud, fu erroneamente ribattezzato "Basilica" dagli archeologi del Settecento che lo credevano un edificio civile romano. È insolitamente largo, con nove colonne sui lati corti e diciotto su quelli lunghi, e presenta un'inusuale fila centrale di sette colonne all'interno della cella, pensata per non ostruire le due porte d'ingresso; all'esterno si trova l'altare per i sacrifici. Poco più a nord sorge il Secondo Tempio di Hera (460-450 a.C.), in passato attribuito a Poseidone. È l'unico a conservare gran parte della trabeazione (gli altri mantengono solo l'architrave) e presenta colonne più larghe, intervalli minori e 24 scanalature anziché le tipiche 20. Sul lato est sono visibili due altari: uno grande greco, in parte tagliato per far posto a una strada, e uno più piccolo romano. Sul punto più alto a nord si erge il Tempio di Atena (500 a.C.), a lungo confuso con un tempio di Cerere; la struttura fonde lo stile dorico arcaico con elementi ionici e ospita tre tombe cristiane medievali nel pavimento. L'area centrale, priva di edifici moderni fin dal Medioevo, ospita il Foro Romano costruito sull'antica agorà greca, un tempietto del 200 a.C. dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva) e sei piccoli templi ellenistici. Presenti anche un bouleuterion (o ekklesiasterion) circolare a gradoni e un anfiteatro di modello romano, di cui è visibile solo la metà occidentale: la parte est fu sepolta da una strada costruita nel 1930, atto che portò l'ingegnere responsabile a subire una condanna al carcere per distruzione di sito storico.

La visita

Il sito è interamente percorribile a piedi lungo le antiche strade romane lastricate, sebbene la strada del XVIII secolo lo tagli in due. Numerose tombe sono state scavate all'esterno delle mura. La visita si completa nell'adiacente museo archeologico nazionale moderno. Poiché Paestum era lontana da cave di buon marmo, i templi erano decorati con terrecotte dipinte: i grandi frammenti sopravvissuti sono esposti qui. Il museo custodisce anche i reperti provenienti dal vicino sito greco di Foce del Sele e i rari vasi in bronzo rinvenuti nel 1954 all'interno dell'Heroön, un tumulo commemorativo a tetto spiovente situato vicino al foro e dedicato a un eroe locale sconosciuto, costruito circa un secolo dopo la sua morte.

Il consiglio della redazione

Soffermatevi a osservare i capitelli del Primo Tempio di Hera per scorgere le tracce ancora visibili della pittura originaria, un raro dettaglio cromatico dell'architettura arcaica.

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