Nel 1070, per volere di Ruggero I d'Altavilla, i Normanni innalzarono al centro di Adrano un massiccio dongione. La città era stata da poco rifondata sull'antico nucleo greco-romano, e la torre-fortezza nacque per proteggerla: attorno a essa vivevano soprattutto agricoltori e artigiani, di origine in prevalenza bizantina e normanna. È il Castello Normanno, che ancora oggi domina con la sua mole il centro storico.
Cosa vedere
La struttura è un dongione, la torre-fortezza compatta e squadrata tipica dell'architettura militare normanna, pensata come baluardo difensivo più che come residenza signorile. Le sue pietre hanno attraversato secoli movimentati: in età sveva la fortezza divenne il covo dei conti de Luci, che depredarono con violenza i beni della chiesa finché, nel 1209, non furono sconfitti e banditi da Federico II; nel 1233 l'imperatore affidò il casale a capitani di Messina. Fu poi Giovan Tommaso Moncada, conte di Adernò tra il 1466 e il 1501, a restaurare il castello e a rafforzarlo cingendolo di un bastione, negli anni in cui la sua famiglia governava la città. Lo stesso Moncada accolse nei dintorni alcuni profughi dall'Epiro, dando origine al vicino centro di Biancavilla.
La visita
All'interno il dongione ospita oggi il museo archeologico di Adrano, che raccoglie i reperti del territorio. Tra questi trovano posto le testimonianze dell'antica Adranon, la polis fondata nel 400 a.C. da Dionigi il Vecchio di Siracusa presso il tempio del dio siculo Adranos: resti delle mura di cinta, della cittadella e ritrovamenti riportati alla luce dagli scavi. Il percorso permette di ripercorrere la lunga storia della zona etnea muovendosi tra gli ambienti stessi della fortezza.
Il consiglio della redazione
Il castello si trova nel centro di Adrano, e la visita al museo si abbina bene a una passeggiata tra la piazza e i palazzi voluti dai Moncada, che disegnano ancora il volto della città di un tempo. Conviene verificare prima gli orari del museo, che possono cambiare con la stagione, per non trovare il dongione chiuso.