Santa Barbara e i cerei di Paternò
📅 Ogni anno, il 4 dicembre
Il 4 dicembre Paternò festeggia santa Barbara: davanti al fercolo sfilano i cerei, che qui si chiamano varette, e la processione fa tappa nella chiesa che un tempo portava il suo nome.
Il comune di Paternò va dai trentaquattro metri della piana del Simeto ai duemilaottocento della cima dell'Etna: il suo territorio, cioè, comincia in mezzo agli agrumeti e finisce sul vulcano. La città sta nel mezzo, dentro la conca di un vulcano preistorico spento, dove sorgeva il villaggio siculo di Hybla Gereatis. Il donjon normanno — il torrione che Ruggero I alzò nel 1072 sulla rocca lavica — domina la valle da quasi mille anni: dalla sua terrazza l'Etna riempie l'orizzonte come in pochi altri punti dell'isola.
Nel 1565 i Moncada ne fecero un principato, e lo tennero fino al 1812, quando in Sicilia fu abolito il feudalesimo. Ai piedi della collina storica, con le chiese della matrice e di Santa Maria dell'Alto, la città vive di agrumi: le sue arance rosse vanno nei mercati di mezza Europa, e di boschi qui non ce ne sono quasi, perché la terra è troppo fertile per lasciarla stare — seimila ettari coltivati. L'acqua esce dove la lava permeabile incontra l'argilla che non lascia passare niente, e allora nascono le sorgenti. Le salinelle — piccoli vulcani di fango freddi, curiosità geologica — ribadiscono che qui la terra è viva. Catania è a venti minuti, i crateri sommitali a un'ora di strada e sentiero.
chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat · castello di Poira · Castello Normanno di Paternò e altri 20
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Prossimo appuntamento: Santa Barbara e i cerei di Paternò, venerdì 4 dicembre
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📅 Ogni anno, il 4 dicembre
Il 4 dicembre Paternò festeggia santa Barbara: davanti al fercolo sfilano i cerei, che qui si chiamano varette, e la processione fa tappa nella chiesa che un tempo portava il suo nome.
chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat La chiesa-fortezza normanna della Gancia sul colle di Paternò, voluta dalla contessa Adelasia del Vasto.
castello di Poira I ruderi del castello della Baronessa sui Calanchi di Paternò, teatro di un sequestro di briganti.
Castello Normanno di Paternò Il dongione fatto costruire nel 1072 dal conte Ruggero, con la vista sull'Etna e sulla valle del Simeto.
chiesa del Santissimo Salvatore La chiesa del Santissimo Salvatore a Paternò, con l'aula ottagonale e la statua venuta dal convento sul colle.
chiesa della Madonna dell'Itria La chiesa dei cavalieri teutonici di Paternò, con la torre dei Falconieri come campanile.
chiesa dello Spirito Santo La chiesa ellittica dello Spirito Santo a Paternò, inaugurata nel 2000, con un grande organo tedesco. Riso allo zafferano, ragù con i piselli e caciocavallo, chiusi in una crosta dorata a forma di cono: a Catania è maschio e a punta, e con Palermo la lite sul nome è seria.
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