Il donjon normanno di Paternò — il torrione che Ruggero I alzò nel 1072 sulla rocca lavica — domina la valle del Simeto da quasi mille anni: dalla sua terrazza, l'Etna riempie l'orizzonte come in pochi altri punti dell'isola. Ai piedi della collina storica, con le chiese della matrice e di Santa Maria dell'Alto, la città vive di agrumi: le sue arance rosse vanno nei mercati di mezza Europa.
Le salinelle — piccoli vulcani di fango freddi, curiosità geologica — ribadiscono che qui la terra è viva. Catania è a venti minuti, i crateri sommitali a un'ora di strada e sentiero.
Nei dintorni di Paternò
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