Lilibeo nacque da una distruzione: nel 397 a.C., quando Dionisio di Siracusa rase al suolo Mozia, i superstiti fenici ripararono sulla terraferma e fondarono qui, all'estremo ovest della Sicilia, una nuova città. La cinsero di mura poderose e di due fossati, e quelle difese la resero quasi inespugnabile: resistette all'assedio di Dionisio nel 368 a.C., a quello di Pirro nel 277 a.C. — l'unica città che il re epirota non riuscì a piegare — e ai Romani per nove anni, durante la prima guerra punica. Solo la pace del 241 a.C. la consegnò a Roma, che ne fece uno dei centri più importanti dell'isola.
Cosa vedere
Oggi l'antica Lilibeo è un parco archeologico di 28 ettari nel cuore verde di Marsala, sul promontorio di Capo Boeo. Camminando si incontrano il tracciato del decumano massimo, i resti delle mura e dei fossati punici, un'intera insula con due ricche residenze di età imperiale, pavimenti a mosaico e piccoli impianti termali. Tra i tesori riemersi c'è la Venere callipigia, detta Lilybetana, statua marmorea del II secolo d.C. ritrovata nel 2005 presso la chiesa di San Giovanni al Boeo. Un capitolo a parte è l'ipogeo di Crispia Salvia, una camera funeraria del II secolo d.C. che un marito dedicò alla moglie: le pareti sono dipinte a colori vivaci, con una flautista, danzatori e un banchetto. I reperti più preziosi, insieme alla celebre nave punica della battaglia delle Egadi, sono custoditi nel vicino museo Baglio Anselmi.
La visita
Il parco si attraversa a piedi, all'aperto: nel prato non è raro calpestare frammenti di terracotta antica o vedere spuntare tratti di mura dal terreno. L'ipogeo di Crispia Salvia, per la fragilità delle pitture, si visita solo su prenotazione. Il museo Baglio Anselmi, sullo stesso promontorio, completa il percorso con la nave da guerra cartaginese e le sculture romane trovate negli scavi.
Il consiglio della redazione
Lega Lilibeo alla vicina Mozia: a poche centinaia di metri l'una dall'altra sullo Stagnone, le due città raccontano l'ascesa e la fine del mondo fenicio-punico in Sicilia. E non perderti l'ipogeo dipinto di Crispia Salvia — prenota per tempo — tra le poche tombe romane a colori così ben conservate dell'isola.