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⛪ Chiese e santuari

chiesa dei Santi Pietro e Paolo

📍 Matera, Basilicata · 46/100

La chiesa che si affaccia oggi sulla piazza di San Pietro Caveoso è la seconda: la prima era scavata nel costone che scende dalla sommità occupata dalla Madonna dell'Idris, e lo spiazzo davanti era molto più stretto di adesso. Di quella chiesa rupestre restano poche tracce nella navata laterale destra, dove ora si apre la nicchia con la statua di san Giovanni da Matera. L'edificio attuale, intitolato ai santi Pietro e Paolo, risale al 1218; da allora ha perso quasi tutti i caratteri costruttivi originari, mangiati dai rifacimenti successivi.

Cosa vedere

La ristrutturazione decisiva è quella del Seicento: allora furono costruiti la facciata che si vede e il campanile, e l'interno fu allargato con le cappelle laterali, sostituendo il soffitto ligneo a capriate con un tetto di tufo. Nel 1706, quando la chiesa fu riconsacrata come ricorda una lapide, arrivarono la cuspide del campanile, gli stucchi e il controsoffitto di legno sotto il tufo. La facciata a salienti ha tre portali, e sopra ciascuno una nicchia con una statua: la Madonna del Confalone al centro, san Paolo a destra, san Pietro a sinistra.

Dentro, il tetto di tufo è nascosto dai tavoloni dipinti del controsoffitto, con Cristo che affida a san Pietro il futuro della Chiesa, la Madonna del Confalone e la conversione di san Paolo. In fondo alla navata c'è l'altare ligneo settecentesco dell'intagliatore barese Onofrio Sforza, con un polittico dipinto intorno al 1540 da un anonimo materano. Delle otto cappelle originarie ne restano quattro, tutte a sinistra: le altre furono demolite per fare posto all'oratorio e a un arco di passaggio carrabile verso i rioni Malve e Casalnuovo. Nella terza c'è un altare con sei pannelli di tufo a bassorilievo datati 1531, probabilmente di Altobello Persio.

La visita

La navata è lunga 43 metri e larga poco più di 17: le proporzioni si colgono meglio entrando dal portale centrale e restando fermi qualche secondo prima di avanzare. L'edificio è stato consolidato di recente, con un intervento che ne ha ancorato le parti anche alla roccia di fondazione.

Il consiglio della redazione

Andate fino all'ultima cappella di sinistra, quella del fonte battesimale: è del Duecento, e i suoi bassorilievi sono riemersi solo con i restauri, che hanno tolto lo strato di stucco steso sopra nei secoli. Nella cappella accanto è successa la stessa cosa con due gruppi di affreschi seicenteschi di Martino Deghello, comparsi da sotto gli stucchi del Settecento.

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