⛪ Chiese e santuari

chiesa di Sant'Antonio Abate

📍 Procida, Campania · 53/100

Documentata per la prima volta nel 1606 nel verbale di una visita pastorale del cardinale Ottavio Acquaviva, arcivescovo di Napoli, la chiesa di Sant'Antonio Abate sorge lungo via Vittorio Emanuele a Procida. L'edificio attuale è l'esito di una completa ricostruzione avvenuta tra il 1749 e il 1759, seguita da ulteriori interventi di manutenzione e restauro nei due secoli successivi.

Cosa vedere

L'interno si presenta a navata unica rettangolare coperta da una volta a botte, con due cappelle per lato, un transetto appena accennato e un'abside. Sopra il presbiterio si innalza la cupola, tra le più grandi per dimensioni dell'intera isola di Procida. Ai lati dell'ingresso si conservano due acquasantiere risalenti al 1816, mentre sulla controfacciata è posizionata la cantoria che racchiude l'organo a canne fabbricato dal maestro Fabrizio Cimmino tra il 1751 e il 1753.

Sull'altare sinistro del transetto si trova l'opera pittorica di maggior pregio della chiesa: la grande tela raffigurante l'Immacolata al cospetto della Trinità, firmata da Giacinto Diano. L'altare maggiore in marmi policromi, scolpito nella seconda metà del XVIII secolo, è affiancato da nicchie che ospitano due sculture lignee settecentesche della Vergine e di Sant'Antonio Abate. Nelle cappelle laterali è collocata una Morte di San Giuseppe attribuibile a Domenico Guarino. Nella sacrestia sono invece custodite quattro pittura a tema passionale (Flagellazione, Ecce Homo, Orazione nell'orto e Pietà) realizzate da artisti ignoti della cerchia di Francesco Solimena e un San Gennaro attribuito a un pittore vicino a Jacopo Cestaro.

La visita

La chiesa affaccia su via Vittorio Emanuele ed è accessibile per la visita dell'aula e delle cappelle. All'interno è possibile osservare la struttura architettonica settecentesca, lo spazio della cupola sopra il presbiterio e l'organo storico sistemato sulla cantoria dell'ingresso.

Il consiglio della redazione

Nel percorrere il transetto, si consiglia di dedicare attenzione all'altare di sinistra per osservare la firma autografa e la composizione cromatica della tela di Giacinto Diano, il dipinto più importante conservato nell'edificio.

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