Il Ciabàs è un piccolo tempio valdese che sta dove si toccano i territori di Angrogna, Luserna San Giovanni e Torre Pellice, ed è il più antico tempio valdese d'Italia. Il primo edificio fu costruito nel 1555; poi venne distrutto e ricostruito più volte, seguendo il ritmo delle persecuzioni che colpirono le comunità valdesi fra il Cinquecento e il Seicento. Quello che si vede oggi è del 1708 e si è conservato quasi immutato.
Cosa vedere
È un edificio semplicissimo: una sala rettangolare sotto un tetto a due falde, intonacata di bianco, con due finestre quadrate e sbarrate ai lati della porta di legno e nient'altro. Sopra l'ingresso corre una scritta in francese, L'Éternel a pitié de Sion, e nel timpano è dipinto un emblema dorato. Non c'è campanile, non c'è abside, non ci sono immagini né altari laterali: l'architettura riformata rinuncia a quasi tutto quello che una chiesa cattolica considera indispensabile, e il risultato somiglia più a una casa di campagna che a un luogo di culto. Davanti, una cancellata di ferro separa il tempio dal prato.
La visita
Nel tempio sono sepolti diversi ufficiali dei reggimenti svizzeri e alemanni che nel Settecento servirono casa Savoia. Il più noto è il barone von Leutrum, che chiese espressamente di essere sepolto qui, avendo rifiutato la conversione al cattolicesimo fino in punto di morte. La contraddizione è quella di tutta la storia valdese in terra sabauda: nel 1655 il duca Carlo Emanuele II aveva mandato in valle un corpo d'armata per convertire con la forza le popolazioni eretiche, e nel 1690, quando i francesi saccheggiarono Luserna, furono truppe alpine valdesi ad aiutare i piemontesi a riprendersela.
Il consiglio della redazione
Prendete il posto per quello che è: non un monumento, ma il più vecchio edificio ancora in piedi di una minoranza religiosa che in questa valle è stata scomunicata, assediata, esiliata e infine tollerata. Fra il 1686 e il 1689 i valdesi furono cacciati e tornarono con la marcia che passò alla storia come Glorioso Rimpatrio; il tempio che si visita oggi fu costruito pochi anni dopo quel ritorno, ed è rimasto in piedi da allora. Vale la pena venirci prima di risalire la valle verso Torre Pellice e Angrogna, gli altri due comuni che si toccano proprio qui.
