La chiesa sta all'angolo fra via Po e la strada che porta il nome del santo, e la sua costruzione fu sostenuta da Cristina di Francia, la duchessa che governò il Piemonte come reggente: il suo stemma è sulla facciata, conclusa nel 1667. Il progetto è attribuito a un religioso dell'ordine, padre Andrea Costaguta.
Cosa vedere
La facciata fu lavorata da maestri arrivati da Lugano, e all'interno il grosso dell'apparato scultoreo è opera di Tommaso Carlone e della sua bottega, anch'essi ticinesi. È una chiesa barocca compatta, con la navata unica, le cappelle laterali e una decorazione che gioca tutta sul rilievo e sulla luce, più che sul colore.
Accanto sorgeva il convento dei minimi, l'ordine fondato dal santo a cui la chiesa è dedicata; su quell'area, nell'Ottocento, fu poi costruita l'accademia di belle arti che oggi ospita la pinacoteca cittadina. Nella chiesa fu sepolta la duchessa che ne aveva voluto la costruzione.
La visita
La chiesa è in via Po, cinque minuti da piazza Castello e dalla Mole; ingresso libero con orari legati alle funzioni, ed è una parrocchia attiva nel pieno centro. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Fate caso ai nomi degli artefici: Solaro, Papa, Carlone, tutti arrivati dai laghi del Ticino. Il barocco di Torino lo hanno costruito famiglie di scalpellini e stuccatori che scendevano di là generazione dopo generazione, e i loro cognomi tornano su mezza città. È una storia di migrazione di mestiere che nessuna guida racconta.
