Il palazzo più grande del Canal Grande fu cominciato da un doge e finito da un architetto che non era quello che l'aveva disegnato. Giovanni Pesaro unì tre lotti fra il canale e il rio delle Due Torri e chiamò Baldassarre Longhena, che alzò il cortile e la facciata fino al secondo piano; quando morì, nel 1682, il cantiere si fermò, e fu Antonio Gaspari a chiuderlo nel 1710 rispettando il disegno. La facciata barocca, con il basamento a bugne e i due ordini di colonne e colonnine che sembrano logge sovrapposte, è la risposta veneziana a Sansovino, e sta a Santa Croce, di fronte all'ansa del canale, fra San Stae e Ca' Corner della Regina.
Cosa vedere
Dal 1902 il palazzo è la Galleria internazionale d'arte moderna, nata dalle opere che la Biennale, fondata cinque anni prima, comprava per la città: nel salone centrale la Giuditta II di Klimt, i Bonnard, Chagall, Kandinskij, i quadri da salone che trionfavano alle prime Biennali, e le sculture di Medardo Rosso. Nelle sale accanto l'Ottocento italiano, Fattori, Pellizza, Morbelli, e poi i lasciti: il De Lisi con Morandi, Sironi, Miró, e le sculture bianche di Adolfo Wildt. Il pezzo di storia che appartiene solo a questo palazzo sono gli anni di Ca' Pesaro, le mostre della Bevilacqua La Masa fra il 1908 e il 1924 che, contro la Biennale ufficiale, fecero conoscere Boccioni, Casorati, Gino Rossi e Arturo Martini.
All'ultimo piano c'è un altro museo: il Museo d'arte orientale, con le armature di samurai, le lacche, gli inro e le stampe del Giappone di epoca Edo che il principe Enrico di Borbone-Parma riportò da un viaggio in Asia alla fine dell'Ottocento. I soffitti del palazzo conservano ancora affreschi e tele di Bambini, Pittoni e Crosato, ultime tracce di una collezione dei Pesaro che aveva Bellini, Giorgione e Tiziano e fu venduta all'asta a Londra.
La visita
Ca' Pesaro è uno dei musei della Fondazione Musei Civici di Venezia, compreso nel biglietto cumulativo; la fermata del vaporetto San Stae è a due passi, l'ingresso di terra è sulla fondamenta dietro il palazzo. Il museo orientale e la galleria moderna si visitano con lo stesso biglietto. La duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, che lasciò il palazzo alla città, volle che restasse una casa per i giovani artisti.
Il consiglio della redazione
Salite prima all'ultimo piano, dai samurai: si vede meglio il palazzo, con le finestre sul canale, e si arriva alla Giuditta di Klimt dall'alto, senza fretta. Poi fermatevi nel cortile, attorno al pozzo monumentale: è la parte di Longhena rimasta più vicina al progetto, e il posto più silenzioso del Canal Grande.
