Pitagora, cacciato da Crotone, si rifugiò a Metaponto e qui morì: la città greca che sorgeva su questa pianura fu uno dei centri della cultura magnogreca, e i suoi resti stanno attorno al museo. Dentro sono raccolti circa duemila oggetti che raccontano il territorio dalla preistoria all'età tardoantica.
Cosa vedere
Ci sono vasi italioti e ceramiche importate dalla Grecia, alcune con scene dell'Iliade e dell'Odissea dipinte sulle pareti, monete, terrecotte votive, armi e corredi funerari. Il percorso è ordinato per fasi, e permette di seguire l'incontro fra i coloni greci e le popolazioni che abitavano queste terre prima del loro arrivo.
Il museo raccoglie anche i materiali dell'Incoronata e della zona di Pisticci, cioè degli insediamenti attorno alla colonia. A pochi chilometri restano le Tavole Palatine, le colonne di un tempio in mezzo alla campagna, e il parco archeologico con il teatro e le fondamenta della città.
La visita
Il museo è a Metaponto, comune di Bernalda, in provincia di Matera, vicino alla costa ionica; biglietto a pagamento, spesso cumulativo con il parco archeologico, con chiusura settimanale. Un'ora e mezza.
Il consiglio della redazione
Fate museo, parco e Tavole Palatine nello stesso giorno, e finite con le colonne al tramonto: sono in mezzo ai campi, senza recinzioni monumentali attorno, e la luce bassa fa vedere le scanalature. Poi ricordatevi che il pensiero occidentale sui numeri è nato in questa pianura, che oggi è tutta ortaggi e serre.
