🖼️ Musei

Museo Civico Palazzo Donadoni

📍 Melfi, Basilicata · 28/100

Il palazzo porta il nome dei Donadoni, famiglia arrivata a Melfi da Bergamo. Geromino Donadoni, vissuto nella prima metà del XVI secolo, vi esercitò il potere di vicegovernatore, e gli anni erano quelli: nel 1528 l'esercito francese di Odet de Foix saccheggiò e bruciò la città, nel 1531 Carlo V la riprese e dovette ripopolarla per editto con gente dei paesi vicini e una colonia di albanesi, mentre il feudo passava ai Doria di Genova. Amministrare Melfi in quel decennio non era un incarico di rappresentanza.

Cosa vedere

Oggi il palazzo è la sede del museo civico, e la sua natura è quella di uno spazio espositivo più che di una raccolta permanente: ci si trovano mostre di fotografia, di scultura e di pittura, che cambiano nel corso dell'anno. Vuol dire che quello che vedrete dipende dal mese in cui arrivate, e che le sale del palazzo contano quanto le opere appese: è la residenza di una famiglia che a Melfi comandava, riusata come luogo pubblico.

La visita

Prima di mettere il museo civico in programma verificate che ci sia una mostra in corso, perché fuori dai periodi espositivi il palazzo può restare chiuso. È il più piccolo dei tre musei melfitani e si vede in poco tempo: gli altri due sono il Museo archeologico nazionale del Melfese, dentro il castello, e il Museo diocesano nel palazzo del Vescovado, con arredi sacri, argenti e dipinti dal Seicento all'Ottocento.

Il consiglio della redazione

Fate i tre musei nello stesso giorno e in quest'ordine: prima il castello, poi il palazzo del Vescovado, per ultimo palazzo Donadoni. Si passa dai corredi dauni e romani agli argenti delle chiese diocesane fino a quello che gli artisti mostrano adesso, e alla fine palazzo Donadoni non sembra più il museo minore: è quello in cui Melfi parla al presente.

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