🏰 Castelli e palazzi

Palazzo Mandina-Araneo

📍 Melfi, Basilicata · 42/100

La facciata è rinascimentale, ma è soltanto un fronte: il resto della fabbrica è ritenuto medievale, e il palazzo non fa niente per nascondere il salto. Fu a lungo proprietà dei Mandina, una delle famiglie ricche di Melfi, e da quel passaggio di mani viene il doppio nome con cui lo si trova ancora oggi. Per un certo periodo, poi, l'edificio smise del tutto di essere una casa: ci si insediò il tribunale.

Cosa vedere

Il pezzo forte è proprio il contrasto tra le due anime della costruzione: il disegno regolare del fronte rinascimentale e la massa più antica che gli sta dietro, che nessun rifacimento ha uniformato del tutto.

Il palazzo si affaccia su un giardino pubblico dove sono collocati due busti in bronzo, quello del senatore Floriano Del Zio e quello dell'onorevole Arduino Severini. Il cognome Araneo, del resto, a Melfi non si incontra solo qui: è quello di Gennaro Araneo, lo storico locale che nel 1866 metteva per iscritto le tradizioni sulle origini della città, compresa quella che faceva arrivare i suoi fondatori da Ragusa.

La visita

Questo è un palazzo da leggere dall'esterno, e il posto giusto per farlo è il giardino su cui si apre: da lì la facciata si prende per intera, cosa che nei vicoli del centro storico riesce di rado. Melfi ha diversi palazzi gentilizi riciclati in altro, il Palazzo della Corte è stato municipio per oltre un secolo e il Palazzo Donadoni ospita il museo civico, e questo, con il suo passato di tribunale, sta nella stessa lista.

Il consiglio della redazione

Non fermatevi al fronte: girate intorno all'edificio. Il Rinascimento è la faccia che guarda il giardino, e basta svoltare l'angolo perché il palazzo cambi registro e torni la costruzione più vecchia che è sempre stato. Poi tornate ai due busti e leggete i nomi: un senatore e un deputato, in bronzo, sotto le finestre di quello che era il tribunale.

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