A cinque minuti dalle due torri c'è una parrocchia che è in realtà una galleria di pittura bolognese. San Martino Maggiore, chiesa dei carmelitani costruita nel Duecento e rimaneggiata nei secoli, ha sugli altari una fila di opere che in qualunque altra città sarebbero in un museo: Vitale da Bologna, Amico Aspertini, Lorenzo Costa, Francesco Francia, Girolamo da Carpi. Si entra gratis e non c'è quasi mai nessuno.
Cosa vedere
Le cappelle si guardano una dopo l'altra come le sale di una pinacoteca, con la differenza che ogni quadro sta dove è stato messo, sull'altare per cui è stato dipinto, e non su una parete bianca. C'è l'Adorazione dei Magi di Girolamo da Carpi, ci sono le tavole del Francia, e c'è un frammento trecentesco di Vitale, il pittore che a Bologna ha aperto la strada.
Dietro, nel coro, c'è un organo del Cinquecento costruito da un organaro bolognese: è uno dei più antichi strumenti ancora funzionanti in Italia, e ogni tanto lo si sente suonare durante le funzioni o nei concerti. La facciata esterna è rimasta di mattoni nudi, incompiuta come quella di molte chiese bolognesi, e non lascia sospettare quello che c'è dentro.
La visita
La chiesa è in piazza San Martino, cinque minuti dalle due torri e altrettanti da piazza Maggiore; ingresso libero, chiusura a mezzogiorno e durante le funzioni. Mezz'ora. Il quartiere attorno, quello del Mercato di Mezzo, è pieno di botteghe alimentari storiche.
Il consiglio della redazione
Fate le cappelle in ordine, da sinistra verso l'altare, come se steste visitando un museo: in venti minuti attraversate due secoli di pittura emiliana senza pagare un biglietto e senza che nessuno vi passi davanti. Poi chiedete quando si suona l'organo: sentire uno strumento del Cinquecento nella chiesa per cui è stato costruito è un'esperienza che non si compra.
