I bolognesi lo guardano per sapere che tempo fa e per sapere di essere a casa: il santuario della Madonna di San Luca, sul colle della Guardia, è la prima cosa che si vede arrivando in treno e l'ultima partendo. Ci si arriva a piedi da porta Saragozza sotto il portico più lungo del mondo, seicentosessantasei archi per quasi quattro chilometri, costruiti fra il 1674 e il 1793 con i soldi delle famiglie e delle corporazioni, un arco ciascuna, perché la Madonna scendesse in città al coperto. Dal 2021 il portico è patrimonio dell'umanità con gli altri portici di Bologna; il santuario, di Carlo Francesco Dotti, è del 1723, tondo, con la cupola che si vede da tutta la pianura.
Cosa vedere
L'icona, prima di tutto: una Madonna col Bambino bizantina che la leggenda dice dipinta da san Luca e portata da Costantinopoli da un pellegrino greco nel Dodicesimo secolo, e che i documenti veri legano a un'eremita, Angelica Bonfantini, che sul monte fece posare la prima pietra benedetta dal papa. Sta sull'altare maggiore, coperta d'argento salvo il viso, ed è lei che dal 1433, quando fermò le piogge che rovinavano il raccolto, scende ogni anno a maggio in processione fino alla cattedrale e resta in città una settimana, con Bologna che le fa festa lungo il portico.
Nella chiesa, l'Assunta di Guido Reni al terzo altare a destra, la sagrestia con il Guercino, le tele di Donato Creti e gli affreschi del Bigari; fuori, le due tribune curve che abbracciano la piazza e il panorama, con la città sotto, gli Appennini dietro e, nei giorni limpidi, le Alpi. Lungo la salita, l'Arco del Meloncello che scavalca la strada, e le stazioni della via crucis nelle nicchie del portico.
La visita
Il santuario è aperto tutto il giorno, gratuito; la salita a piedi dal Meloncello è ripida, mezz'ora buona, con le scale che spezzano il portico, e i bolognesi la fanno la domenica mattina come esercizio e come voto. Chi non vuole camminare prende il trenino da piazza Maggiore o il bus fino al Meloncello e sale solo l'ultimo tratto. La strada è anche la salita più famosa del ciclismo emiliano, arrivo del Giro dell'Emilia e passaggio del Tour de France.
Il consiglio della redazione
Salite al tramonto, quando il portico si riempie di gente che corre, prega, chiacchiera e porta il cane, e arrivate sopra con la luce che cala sulla città rossa: è il momento in cui San Luca smette di essere una chiesa e diventa quello che è per Bologna, un posto dove andare. Poi scendete al buio sotto gli archi illuminati, che è ancora meglio.
